Assicurazione sulla vita come funziona

Vuoi proteggere il futuro della famiglia da eventi inattesi come la morte o l’invalidità? La soluzione giusta è stipulare un contratto di polizza vita: lo strumento che consente di destinare un capitale da liquidare ai beneficiari nei momenti più difficili. Come funziona l’assicurazione sulla vita? Ecco una guida utile alla ricerca delle offerte migliori e alla stipulazione del contratto. 

Contratto di polizza vita. Capitale, beneficiari e liquidazione

Si sente spesso parlare di contratto di polizza vita come strumento con il quale garantirsi una somma di denaro futura da affiancare alla previdenza sociale. Questo è solo uno degli scopi delle assicurazioni vita, perché queste polizze hanno anche l’obiettivo primario di proteggere la famiglia da eventi dolorosi come il decesso è l’invalidità. Come funziona l’assicurazione vita in tutte le sue forme? Quale formula scegliere per destinare del capitale da liquidare a beneficiari specifici?
Confronta assicurazioni vita

Come funziona l’assicurazione vita

Il contratto di polizza vita tutela le esigenze di privati e famiglie a 360° attraverso 3 formule tipiche:

  • assicurazione vita caso vita;
  • assicurazione vita caso morte e invalidità;
  • assicurazione vita mista.

La prima tipologia riscuote particolare successo in Italia, un Paese nel quale molte persone non possono fare completamente affidamento sulle somme ricevute a titolo di pensione. La polizza vita caso vita prevede infatti che a fronte del versamento di un premio mensile alla compagnia assicurativa per il periodo di anni accordato, quest’ultima si impegni a restituire una rendita integrativa della previdenza alla scadenza pattuita.

Il secondo tipo di contratto ha invece lo scopo specifico di rispondere alle esigenze finanziarie dei superstiti quando si verifica improvvisamente la morte o l’invalidità del capofamiglia.

Il funzionamento è lo stesso: il sottoscrivente accorda con la compagnia il massimale, cioè il capitale da liquidare ai beneficiari nominati o da ricevere a titolo di diaria, e in base a questo viene fissata la rata da versare all’assicurazione. Il grande vantaggio di queste assicurazioni vita sta nel fatto che in nessun caso le somme destinate possono essere oggetto di pignoramento o sequestro perché estranee alla vicende successorie, come più volte ribadito dalla giurisprudenza.

Ciò significa che i beneficiari possono essere anche soggetti estranei al nucleo famigliare, non necessariamente parenti dell’interessato.

L’assicurazione vita di tipo misto funziona alla stregua delle prime ma si presenta come una formula più completa, che include la copertura di entrambe. A fronte del versamento del premio infatti, l’interessato potrà ricevere una rendita qualora alla scadenza dell’accordo risulti ancora in vita, una diaria o il pagamento delle spese relative all’invalidità o, alternativamente, la liquidazione di un capitale ai beneficiari se si verifica l’evento morte.

Il riscatto nel contratto di polizza vita

Può accadere che per motivi economici il cliente non riesca più ad onorare le rate. Come funziona in tal caso il riscatto dell’assicurazione vita? Si può recedere senza penali? La risposta cambia in base al tipo di polizza stipulata.

Quando si tratta di assicurazione vita pura o per piano di accumulo, come nel primo caso, è impossibile recedere prima di tre anni dal versamento del primo premio, il che equivale a dire che in caso di recesso anticipato si rischia di perdere tutti i versamenti.

La situazione cambia quando il riscatto viene esercitato dopo tre anni, ipotesi nella quale tuttavia vengono applicate condizioni stringenti. Dopo tre anni infatti è sì possibile riscattare le somme, ma al netto delle penali applicate dalla compagnia, per questo è essenziale, prima di firmare un contratto di polizza vita leggere attentamente le condizioni e le clausole relative al recesso.

La situazione è ben diversa nelle polizze caso morte, dove cui l’unico momento in cui i beneficiari possono ottenere la liquidazione delle somme è al decesso del sottoscrivente.

Esclusioni del risarcimento nell’assicurazione vita

Le condizioni di recesso non sono le uniche clausole cui bisogna prestare attenzione prima di sottoscrivere un contratto di polizza vita. Molta rilevanza rivestono ad esempio le esclusioni del risarcimento, cioè tutti quei casi in cui la compagnia è libera di non indennizzare. Il primo caso è quello del suicidio o delle lesioni autoprovocate (o provocate all’assicurato) per ottenere il risarcimento. Oltre a rappresentare reati perseguibili dalla legge, queste ipotesi sono gli esempi più eclatanti di limite alla liquidazione, ma ne esistono altri, eccone una lista:

  • partecipazione dell’assicurato a delitti dolosi;
  • partecipazione ad eventi di guerriglia;
  • eventi causati da radiazioni o armi nucleari;
  • attività sportive non dichiarate;
  • malattie o criticità di salute pregresse e non dichiarate o intervenute successivamente ai check-up medici e non dichiarate.

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Per comprendere meglio come funziona l’assicurazione vita vediamo quali agevolazioni include il prodotto iLife di Genertel, compagnia assicurativa che offre polizze vita. iLife offre un check-up medico gratuito facente parte del Care Program: un programma di monitoraggio dello stato di salute cui è aggiunto uno sconto del 10% sul premio della copertura base dell’assicurazione.

Le analisi mediche possono essere effettuate in un centro convenzionato con la compagnia o presso il proprio medico di fiducia, ottenendo in tal caso un rimborso forfettario di 30 euro. Genertel protegge il futuro della famiglia consentendo al cliente di assicurare fino a 2 milioni di euro e di poter scalare il costo del premio dalla dichiarazione dei redditi fino al 19% ma non solo: ogni 10 anni con il Bonus Life un anno di assicurazione è completamente gratuito.

Il funzionamento di iLife segue quello del contratto polizza vita caso morte.

Al verificarsi del decesso i beneficiari potranno ottenere la liquidazione del capitale senza detrazione di imposte e usufruire di un Instant Benefit del valore di 10mila euro per provvedere alle spese di prima necessità.
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