Assicurazione motore marino: la guida completa

Tutto quello che occorre sapere prima di stipulare una polizza di assicurazione motore marino amovibile. Il motore marino amovibile, noto anche come fuoribordo, è sempre soggetto all’obbligo assicurativo, essendo caduta l’esenzione per i motori di potenza fiscale inferiore ai 3 cavalli. All’assicurazione motore marino si applicano molte norme generali del codice delle assicurazioni sui veicoli a motore.

Come stipulare l'assicurazione per un motore marino
Come stipulare l'assicurazione per un motore marino

Anche le attività di navigazione in mare sono considerate attività pericolose, potenzialmente idonee a provocare danni a cose e persone. Pertanto, oltre alle navi, anche le imbarcazioni e i natanti da diporto a motore sono soggette alla normativa sull’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile. Alla stesso obbligo sono sottoposti anche i motori fuoribordo, amovibili, che possono essere montati di volta in volta su natanti diversi. Cosa bisogna fare per stipulare un’assicurazione sul motore marino?

Innanzitutto conviene precisare l’ambito di estensione dell’obbligo di assicurazione sul motore marino.
In particolare, la normativa prevede che tutte le unità da diporto devono essere assicurate con polizza di responsabilità civile per eventuali danni provocati nei confronti di terzi, con un massimale minimo di 2 milioni 500 mila euro.
Non è invece obbligatoria l’assicurazione per le barche a remi e per le barche a vela prive di motore ausiliario.

Cosa si intende per unità da diporto?

Con il termine unità da diporto vengono indicate tre categorie di mezzi di trasporto marittimo, ossia natanti, imbarcazioni e navi, utilizzati a scopo sportivo e ricreativo e senza fini commerciali, la cui navigazione è limitata alle acque marittime e interne.

Sono quindi esclusi da questa definizione natanti, imbarcazioni e navi utilizzate per la pesca professionale o per altre attività di natura commerciale. In queste ultime ipotesi si applicano delle normative specifiche, anche in ambito assicurativo.

Chi differenza c’è tra natante, imbarcazione e nave?

In base alla normativa italiana, le unità da riporto, come accennato, si distinguono in natanti, imbarcazioni e navi. Quella dei natanti è la categoria più piccola. Questi mezzi da diporto possono raggiungere la lunghezza massima di 10 metri (la misura presa in esame è quella dello scafo) e possono essere equipaggiati a remi, vela, motore marittimo o con altro sistema di propulsione (anche a pedali). Rientrano in questa categoria le moto d’acqua, i pedalò, i pattini, le iole, le tavole da surf, i mosconi, i sandolini, ecc…

L’imbarcazione ha una misura compresa tra 10 e 24 metri e può avere, anch’essa, diversi sistemi di propulsione. Se l’unità da diporto supera i 24 metri si parla di nave. Ad ogni categoria corrispondono normative particolari e differenti limiti alla navigazione.

L’obbligo di una polizza assicurativa per i natanti è previsto anche per la navigazione fluviale e lacustre in acque ad uso pubblico ed esse equiparate.
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Obbligo assicurazione motore marino amovibile

[caption id="attachment_255611" align="alignright" width="300"]Motori marini fuoribordo Motori marini fuoribordo[/caption]

L’obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile si estende anche al motore marino amovibile, noto anche come motore fuoribordo. Questo si distingue dai motori entrobordo e entrofuoribordo, i quali non sono amovibili, ma sono normalmente montati di serie sui mezzi nautici.

Il motore marino può essere a combustione (sia diesel che benzina, a 2 o a 4 tempi) o elettrico, con propulsione a elica o a idrogetto. La peculiarità di questo motore consiste nel fatto di poter essere montato e smontato per essere utilizzato su più imbarcazioni.

Una volta stipulata la polizza di assicurazione sul motore marino amovibile, questa si estende al natante su cui viene montato.

[caption id="attachment_255615" align="alignleft" width="300"]Motore marino entrobordo Motore marino entrobordo[/caption]

Per quanto riguarda l’assicurazione del motore marino entrobordo o entrofuoribordo (motori marini non amovibili), la polizza viene stipulata sul natante o sull’imbarcazione dove è montato, non essendo contemplata la possibilità di smontare il motore e per utilizzarlo su un altro natante. Solo i motori marini amovibili sono progettati per essere utilizzati su più unità da diporto.

Dal 2003, da quando è stata riformata la disciplina della nautica da diporto (con legge n. 72/2003), l’obbligo di assicurazione del motore marittimo non è più limitato ai motori superiori ai 3 cavalli fiscali. Quindi, qualsiasi sia la sua potenza fiscale o effettiva, l’assicurazione è in ogni caso obbligatoria.
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Stipulare un’assicurazione motore marino

Stipulare un’assicurazione per il motore marino non è molto diverso rispetto ad una polizza per l’assicurazione RC Auto o RC Moto, ferme restando le peculiarità del caso, trattandosi di veicoli diversi e che non circolano su strada.

Rispetto alla polizza base, ci sono diverse coperture assicurativa che possono essere attivabili. Tra queste ricordiamo quelle riguardanti infortuni e incidenti ai danni dell’equipaggio, danni ai terzi trasportati, la copertura corpi e macchine.

Ci sono poi delle polizze particolari dedicate a chi svolge attività agonistiche o professionali, le polizze su rischi gare, quelle per chi svolge attività di noleggio, le coperture per istruttori o per i gestori di stabilimenti balneari, ecc…

Anche per risparmiare sull’assicurazione motore marino conviene sempre procurarsi una serie di preventivi, tenendo in viva considerazione i prezzi concorrenziali praticati da molte assicurazioni online.

Obbligo di tenere a bordo certificato di assicurazione del motore marino

Su tutte le unità da diporto sottoposte all’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile è previsto l’obbligo di tenere a bordo del mezzo anche il certificato di assicurazione ed il relativo contrassegno.

Lo stesso vale per l’assicurazione al motore marino, che come già ricordato, rientra nell’obbligo assicurativo.
Non è invece obbligatorio tenere a bordo il contratto di assicurazione.

Assicurazione obbligatoria anche per natanti e imbarcazioni in ormeggio

Le imbarcazioni e i natanti sono soggetti all’obbligo assicurativo per responsabilità civile anche se sono ormeggiate. A confermarlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 497/2000, “in quanto l’ormeggio è un momento della navigazione e durante lo stesso viene utilizzato un luogo non privato, aperto alla navigazione di altre imbarcazioni ed al transito di soggetti indeterminati”.

Si ritiene che quest’obbligo debba estendersi anche in materia di assicurazione su motore marino amovibile.

Il richiamo alla normativa generale sulla circolazione dei veicoli a motore

La navigazione, sia in mare che in fiumi e laghi, come è possibile immaginare, è molto differente dalla circolazione stradale. Di conseguenza anche molte delle norme applicabili sono proprie del diritto di navigazione.

Tuttavia l’ordinamento giuridico italiano, per quanto non specificamente ed espressamente previsto dalla normativa sulla navigazione, richiama regole e principi generali della circolazione dei veicoli a motore.

Lo stesso vale anche in tema di assicurazioni. Ed infatti il decreto legislativo n. 209/2005 (noto come codice delle assicurazioni) al comma 4 dell’art. 123 prescrive che “alle unità da diporto, ai natanti e ai motori amovibili si applicano, in quanto compatibili, le norme previste per l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore”.
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