Antitrust multa 5 società di Energia: la risposta di Sorgenia

Sorgenia risponde alla multa di 170mila euro comminata dall’Antitrust e relativa al sovrapprezzo richiesto nel caso in cui si scelga un’altra modalità di pagamento rispetto all’addebito diretto su conto corrente o carta di credito. Secondo la società, a patirne le conseguenza saranno i consumatori, alcuni dei quali non potranno più approfittare del pagamento con carta di credito non ricorrente per Next Energy.

Per Sorgenia, a pagarne le conseguenze saranno i consumatori

La multa dell’Antitrust

È pratica diffusa, nel mondo delle bollette dell’energia e del gas, chiedere un sovrapprezzo (di solito da 1 a 4 euro) quando il cliente sceglie di pagare con bollettino postale o con carta di credito invece che con il RID. Un comportamento che non è piaciuto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha multato A2A, Green Network, E.ON, Edison Energia e Sorgenia con sanzione che ammontano complessivamente a più di 900.000 euro.

Secondo quanto rilevato dall’Antitrust, è stato infatti violato, per le  e gas, l’articolo 62 del Codice del Consumo: «L’Autorità ha accertato che, a partire dal 13 giugno del 2014, data di entrata in vigore della nuova disciplina, le predette società hanno chiesto ai consumatori il pagamento di una commissione di importo variabile, da 1 a 4 euro, in relazione a specifiche modalità di pagamento delle fatture (ad esempio, mediante bollettino postale o con carta di credito). commissione, in tutti i casi esaminati, fosse in contrasto con l’art. 62 del Codice del Consumo che prevede un divieto generale di imporre ai consumatori spese aggiuntive per l’utilizzo di determinati strumenti di pagamento, senza che risulti possibile, in assenza di esplicite previsioni normative, ribaltare sui consumatori alcun onere e/o costo ad essi ricollegato o ricollegabile».

La risposta di Sorgenia

Per quanto riguarda Sorgenia, la multa contesta da 170mila euro) proprio l’applicazione di un sovrapprezzo per chi paga le bollette relative ai consumi di energia elettrica o gas con modalità di pagamento diverse dall’addebito diretto. In particolare sul banco degli imputati c’è Next Energy, che permetteva di selezionare il pagamento con addebito diretto o, a 4 euro netti al mese in più, altra modalità di pagamento.

Non si è fatta attendere la risposta dell’operatore, che ha annunciato di voler impugnare il provvedimento. Sorgenia si è detta comunque per ora costretta a «eliminare il metodo di pagamento oggetto del provvedimento», secondo quanto dichiarato in una nota. «È innegabile infatti che i costi e i rischi di un pagamento con carta di credito non ricorrente siano maggiori rispetto a quelli con addebito diretto. Venendoci ora impedito da questa decisione di tenerne conto, non potremo più fornire anche questa opzione ai nostri clienti».
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A patirne le conseguenze, secondo Sorgenia, saranno proprio i consumatori, a cui sarà negata una possibilità disponibile sul mercato libero. «La diretta conseguenza è che ci saranno alcuni consumatori che non potranno acquistare il nostro prodotto Next Energy, che grazie alle sue modalità "full digital" risulta il più conveniente oggi sul mercato. Il nostro auspicio è che per superare questo impedimento i clienti optino sempre di più per le soluzioni di pagamento ad addebito diretto (su conto corrente o carta di credito), e che nel prossimo futuro l’Autorità riveda questa sua posizione. A tutto vantaggio dei consumatori, a nostro giudizio».

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