Android Wear for iOS: come funziona?

Google ha ufficialmente rilasciato Android Wear for iOS, una nuova app che consente di collegare gli smartwatch al sistema operativo. Pertanto, da qualche giorno è iniziata la nuova era degli "orologi intelligenti", con gli smartwatch con Android Wear che saranno via via compatibili con iPhone.

Android Wear for iOS: come funziona?

Per il momento, la ribattezzata nuova era è tuttavia ancora agli albori. Il primo smartwatch compatibile con iPhone è infatti il Watch Urbane di LG, che ha aperto le danze lungo una strada che tra breve dovrebbe vedere la partecipazione di nuovi produttori. Ma cosa cambia per gli utenti?

Sostanzialmente, i consumatori avranno maggiore libertà di scelta, potendo infatti decidere quale modello di smartwatch acquistare e mettersi al posto, senza essere vincolati a un determinato costruttore e a un certo tipo di smartphone (si pensi agli smartwatch della serie Gear, basati su Tizen).

Android Wear, che già attualmente propone delle compatibilità estese al mondo dei dispositivi Android – consente pertanto di superare le divisioni tecnologiche e le ben note incompatibilità tra smartphone e dispositivi indossabili connessi tra loro in Internet mobile, sulle quali tanti utenti hanno purtroppo dovuto fare i conti.

A questo punto, considerata l’apertura della breccia, rimane da domandarsi quale possa essere il futuro per Apple e Samsung, le due principali società produttrici che continuano a considerare i propri smartwatch come delle estensioni esclusive dei propri smartphone, bloccando pertanto un’espansione più celere del mercato dei dispositivi indossabili (la cui espansione è pur presente, ma su ritmi che sono notevolmente inferiori a quelli della potenzialità).

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Allo stato attuale delle cose, infatti, non è possibile utilizzare un Gear di Samsung con il proprio iPhone, così come non è possibile utilizzare un Watch di Apple con un Galaxy S6. Una incompatibilità che genera non pochi fastidi agli utenti, i quali vorrebbero poter incrociare diversi brand e diversi sistemi operativi, senza essere costretti ad abbandonare il proprio originario dispositivo.

La mossa di Google sembra comunque aprire una nuova frontiera nel comparto. E, a questo punto, non è affatto detto che la ferrea volontà di Apple e Samsung di creare delle frontiere nette con gli altri operatori, non possa subire gli effetti di qualche piacevole tentazione…

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