Anche su Facebook si chiede la fibra

Il gruppo si chiama “I LOVE FIBER – Fibra ottica per tutti”, e vuole riunire tutti coloro che sostengono la banda larga con l’introduzione della fibra ottica.

“La fibra ottica ci piace tanto e ci piacerebbe averla a casa, al lavoro, ovunque – si legge nelle righe che presentano l’iniziativa – Un giorno saremo sempre collegati alla rete con velocità alte e costi contenuti, se non addirittura nulli. Intanto informiamoci. Prima apriamo un osservatorio, un luogo di discussione e formazione, poi potremo alimentare il nostro diritto alla broadband partendo dal basso, dal consenso comune e dall’entusiasmo”.

Nelle intenzioni dei promotori del gruppo c’è in prospettiva quella di fondare un movimento, che sia utile anche a fare pressione sulla politica e sulle istituzioni perché la banda larga possa essere estesa a tutti nel più breve tempo possibile. “In Italia – si legge sulla pagina Facebook di I love Fiber – siamo sempre gli ultimi con le nuove tecnologie. Basterebbe uno sforzo congiunto dei politici e per una volta potremmo essere i primi. Alcune nazioni come Svizzera e Finlandia hanno addirittura inserito il collegamento alla larga banda tra i diritti fondamentali”.

L’analisi si spinge a prendere in considerazione gli eventuali costi e le possibilità di far diventare realtà questo progetto: “In Italia Agcom ha stimato a 18 miliardi di euro il costo per un tale progetto – continua l’appello – Cavalchiamo l’onda dell’ Expo 2015, raccogliamo consensi, facciamo rumore, creiamo movimento. Costituiamo consorzi locali, diffondiamo il logo, stampiamo magliette e cappellini, distribuiamo mail, creiamo gruppi di discussione e blog… Se saremo in tanti ci faremo sentire meglio, e chissà, forse un giorno anche chi abita nei paesini 56 k avrà la fibra”.

i chiama “I LOVE FIBER – Fibra ottica per tutti”, e vuole riunire tutti coloro che sostengono la banda larga con l’introduzione della fibra ottica.

“La fibra ottica ci piace tanto e ci piacerebbe averla a casa, al lavoro, ovunque – si legge nelle righe che presentano l’iniziativa – Un giorno saremo sempre collegati alla rete con velocità alte e costi contenuti, se non addirittura nulli. Intanto informiamoci. Prima apriamo un osservatorio, un luogo di discussione e formazione, poi potremo alimentare il nostro diritto alla broadband partendo dal basso, dal consenso comune e dall’entusiasmo”.

Nelle intenzioni dei promotori del gruppo c’è in prospettiva quella di fondare un movimento, che sia utile anche a fare pressione sulla politica e sulle istituzioni perché la banda larga possa essere estesa a tutti nel più breve tempo possibile. “In Italia – si legge sulla pagina Facebook di I love Fiber – siamo sempre gli ultimi con le nuove tecnologie. Basterebbe uno sforzo congiunto dei politici e per una volta potremmo essere i primi. Alcune nazioni come Svizzera e Finlandia hanno addirittura inserito il collegamento alla larga banda tra i diritti fondamentali”.

L’analisi si spinge a prendere in considerazione gli eventuali costi e le possibilità di far diventare realtà questo progetto: “In Italia Agcom ha stimato a 18 miliardi di euro il costo per un tale progetto – continua l’appello – Cavalchiamo l’onda dell’ Expo 2015, raccogliamo consensi, facciamo rumore, creiamo movimento. Costituiamo consorzi locali, diffondiamo il logo, stampiamo magliette e cappellini, distribuiamo mail, creiamo gruppi di discussione e blog… Se saremo in tanti ci faremo sentire meglio, e chissà, forse un giorno anche chi abita nei paesini 56 k avrà la fibra”.

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