Anche in Palestina c’è aria di digitale…

Più che una moda è un dato di fatto. Le app nel mondo nascono come funghi. Sull’orlo della striscia di Gaza c’è un’applicazione che sta rendendo giustizia alle popolazioni devastate dal conflitto, un app che serve a rintracciare le vecchie case dei profughi e a localizzare 500 villaggi palestinesi distrutti o occupati durante la nascita dello Stato di Israele.

iNakba, l'app dedicata ai profughi palestinesi

Stiamo parlando di iNakba, e non è affatto un paradosso o uno scherzo, è proprio l’applicazione per smartphone che ci fa capire come l’immenso mondo dell’Internet mobile sia presente in maniera ossessiva anche in Palestina e dintorni, dove a causa di forza maggiore non si perde troppo tempo in invenzioni faziose e complesse, dove la facilitazione di certe azioni che il digitale può offrire inizia ad essere anche da quelle parti percettibile grazie al web.

iNakba, che in arabo significa catastrofe, è proprio il simbolo e la metafora del dramma palestinese; l’abbandono dei villaggi d’origine e l’espropriazione delle terre d’origine da parte d’Israele. Furono 750 mila i palestinesi che dovettero lasciare tutto quando nacque e si conformò la “terra promessa” degli odiati vicini di casa. iNakba secondo i fautori del progetto, (tra le altre cose ebrei e palestinesi insieme), è l’app per non dimenticare quello che è accaduto, il ponte digitale se mai, per ricucire i pezzi.

L’ong che ha lanciato l’applicazione, tramite la direttrice del progetto Liat Rosenberg ha difatti voluto sottolineare “I governi israeliani che si sono succeduti hanno provato a cancellare la Nakba non solo dal dibattito pubblico ma anche materialmente“. Rosenberg punta il dito sull’odiosa pratica di ricostruire i villaggi abbandonati e devastati, affibbiandogli un nome, una storia, e una cultura che niente avrebbe a che fare con la vera appartenenza.

iNakba è comunque un interessante applicazione anche dal punto di vista prettamente tecnologico, consente infatti ai profughi palestinesi di ricevere aggiornamenti in tempo reale e informazioni sui propri villaggi d’origine; foto e statistiche riempiono un palinsesto esauriente e ricco di dettagli utili per qualsiasi rifugiato in cerca di informazioni.

Un progetto questo che nasce proprio quando Israele celebra il 66esimo anniversario dalla nascita dello Stato (14 maggio 1948). iNakba è l’app per iPhone che potrebbe essere l’inizio di un nuovo percorso culturale, di condivisione, di ricongiunzione di una frattura tra due popoli che dura ormai da troppi anni, che guerre e governi di tutto il mondo non hanno ancora saputo sanare del tutto e che forse proprio adesso toccherà all’ondata di tecnologia e innovazione provare a dare una mano.

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