Anche ai ladri piace il fotovoltaico

Quando un oggetto o un qualcosa, si dice che “va a ruba” un motivo ci dev’essere. E’ successo a Treviso in questi giorni, quando dei ladri hanno pensato bene di fare un colpo “alternativo”: rubare 120 pannelli solari installati sul tetto di un capannone. Un colpo di quelli complessi, hanno staccato 120 pannelli da un impianto che ne aveva 780. I ladri sono entrati all’interno del cortile della fabbrica agilmente e hanno avuto tutto il tempo necessario per portare a termine un’operazione complessa.

Custoditeli con cura perché vanno a ruba...

Succede nel trevigiano che il valore del fotovoltaico venga visto dai malintenzionati come una vera e propria opportunità. Un colpo del genere, dal valore di più di 100.000 euro ha messo in allarme tutti i proprietari degli impianti nei dintorni, che in effetti si trovano con un bene preziosissimo alle volte incustodito.

In Italia episodi del genere avvengono il più delle volta nelle zone meno sorvegliate e più remote della penisola, dove il fotovoltaico ha un ruolo particolarmente strategico per coprire l’esigenza locale di generazione di energia. Il danno economico e il disservizio causato da furti di questo genere come si può immaginare è di una certa portata; i furti di energia verde del resto come dicono le statistiche purtroppo nel nostro paese sono in netto aumento.

Così, più che nuovi provvedimenti da parte delle istituzioni, sono state create applicazioni e dispositivi per contrastare il fenomeno, non ultima, la trovata del drone poliziotto, presentato al “Roma Drone Expo&Show” il primo e vero salone aeronautico sui droni in Italia.

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