Allo studio di Terna ed Enel nuove soluzioni contro il maltempo

I blackout che hanno piagato le zone dell’Appennino Centrale nelle scorse settimane, causati primariamente dalla caduta di alberi sulle linee elettriche e dalla formazione di manicotti di ghiaccio insolitamente spessi e resistenti, hanno portato con sé lamentele e richieste di risarcimento. Ora Enel e Terna sarebbero al lavoro per impedire che emergenze del genere possano ripetersi in futuro.

Manicotti
Dopo i blackout del 5 e 6 febbraio, le strategie per impedire nuove emergenze

Secondo quanto dichiarato dal sottosegretario dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti, infatti, «Terna sta procedendo alla sperimentazione, su alcune linee elettriche dell’alta tensione in zona dolomitica, sia di una nuova tecnologia atta a ridurre lo spessore dei manicotti di ghiaccio, sia di un sistema per scuotere i cavi al fine di scrollare gli accumuli. Tale sperimentazione potrebbe essere estesa su tutto il territorio appenninico».

Una soluzione analoga anche per Enel, che secondo De Vincenti «sta studiando nuove soluzioni tecnologiche contro la formazione di ghiaccio sui cavi e le modalità per migliorare il piano di emergenza». Durante l’ondata eccezionale di maltempo, la situazione è ulteriormente precipitata per l’impossibilità di far decollare elicotteri e raggiungere le zone di maggior criticità.
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Come ha ricordato il sottosegretario, «Enel distribuzione Spa, in seguito all’allerta meteo della Protezione civile, riferisce di aver proceduto ad attivare il proprio piano di emergenza, rinforzando il personale reperibile e pre-allertando le imprese appaltatrici. La società si è mobilitata con le risorse operative interne e dirottando in Emilia anche task force provenienti da altre aree territoriali per oltre 850 persone, a cui si sono aggiunte 300 persone delle imprese appaltatrici».

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