Alibaba: e-commerce perla d’oriente

Amazon nel Sol Levante ha un competitor, che non è un competitor non come tanti, si chiama Alibaba. Su Alibaba.com si può comprare di tutto, dai tablet Apple a tutta una miriade di accessori: borse, scarpe, elettrodomestici, lamette da barba, e tanto tantissimo altro ancora. Alibaba è più di un semplice e-commerce, è un marketplace vero e proprio, una piattaforma che fa da intermediario per chi compra e per chi vende. Alibaba è la grande opera di Jack Ma, ma chi è Jack Ma?

Jack Ma è il nuovo Steve Jobs d'oriente

Jack Ma è uno degli uomini più ricchi e della Cina. Ma, in Cina, per mezzo di Alibaba, ha conquistato non solo il mercato dell’online retailing, ma ha totalmente sbaragliato una serie di competitors che hanno cercato invano di fare business tramite il digitale. Ma in realtà è semplicemente colui che è arrivato prima di tutti nel mercato online, e con astuzia e abilità da vero leader ha proiettato Alibaba nell’Olimpo dell’e-commerce, tanto che nemmeno Amazon è stato in grado di spodestarlo dal mercato cinese.

Com’è giunto Jack Ma a questo livello? Un cinese eccentrico Jack Ma dopo tutto, un uomo che parla fluentemente l’inglese e che pare dotato di un carisma eccezionale, istrionico, votato all’eccesso. Non tutti lo amano, alcuni lo accusano di essere un accentratore, di essere autoritario, ma si sa, ogni leader del resto è così, prendere o lasciare. Il percorso di Jack Ma e la storia di Alibaba sono la tipica favola dell’imprenditore di successo.

Jack Ma è un insegnante, trascorre così i primi anni lavorativi della sua vita, ha una passione: internet. Decide di mollare tutto e di buttarsi in un’impresa titanica: costruire le ‘Pagine Gialle cinesi online’, fallisce miseramente. Jack Ma non demorde, e vola in america dove da autodidatta affina il suo inglese, imparato grazie a lavori saltuari da guida turistica in Cina.

Sono gli Stati Uniti il paese che Jack Ma sta aspettando di poter esplorare da tempo. E’ proprio lì che diventa stretto collaboratore del fondatore di Yahoo Jerry Yang che vede in lui una giovane promessa del digitale. Dopo un impiego in un Kentucky Fried Chicken e un posto al ministero per il commercio Estero arriva a Ma la grande occasione: portare Yahoo in Cina. Jack Ma a questo punto decide che è giunto il momento di fare la guera a Baidu (il “Google cinese”), sfidare le banche con il pagamento Alipay, buttare fuori dal mercato E-Bay. Solo un piccolo dettaglio di fondamentale importanza non deve sfuggire a questo punto della storia, dov’è Yahoo in Cina? Semplice, non c’è praticamente, c’è Alibaba. Alibaba, finanziato da Jerry Yang per ben un miliardo di dollari serviva al big americano da scudo ed esca in un mercato così difficile come la Cina, e tutto questo in cambio del 40% del capitale del grande decaduto della Silicon Valley.

Intreccio diabolico e geniale che ha fatto emergere Ma come unico imprenditore nella Cina di oggi ad aver saputo offrire ben 24 mila posti di lavoro grazie ad Alibaba, che ha il quartier generale proprio nella città natale del fondatore, Hangzhou. Un’idea nata nel 1999 che adesso in Cina è sulle labbra di tutti, chiunque compra e vende su Alibaba e vede in Jack ma il “Steve Jobs” d’oriente.

Multimiliardiario Ma, è adesso amico di tutti e di nessuno, il governo e le banche lo rispettano come un visionario d’altri tempi, soltanto i vecchi amici di Yahoo non la pensano esattamente come i suoi concittadini. Marissa Mayer è scettica su Jack Ma, l’accusa di non aver saputo gestire adeguatamente una controllata di lusso di Alibaba: Alipay, trasferita secondo il board di Yahoo sotto il controllo di Jack Ma in modo non del tutto legittimo e consono allo stile Silicon Valley.

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