Agevolazioni IMU e controlli incrociati: attenzione alle bollette

Chi vuole approfittare delle agevolazioni fiscali riservate alla prima casa non può limitarsi a trasferire lì la propria residenza, ma deve anche viverci dentro, pena la perdita del diritto agli sconti. Tra gli elementi che possono essere utilizzati per stabilire un fittizio status di prima casa c’è anche la bolletta dell’energia: se è troppo bassa, secondo la Cassazione, allora si tratta di un’abitazione secondaria.

Non basta dichiarare che un immobile è l'abitazione principale se non si consuma

La sentenza della Cassazione

Sembra un paradosso, considerando che l’incentivo dovrebbe essere a risparmiare il più possibile energia per evitare gli sprechi e i danni all’ambiente che ci circonda, ma a quanto pare risparmiare troppo con le offerte luce potrebbe essere un rischio: questo almeno secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione, per cui quando i consumi di una casa sono troppo bassi il Comune ha il diritto di cancellare le agevolazioni IMU sull’abitazione principale.

In realtà, niente paura: non si sta parlando dei sacrosanti tagli alla bolletta che sono possibili e a cui si ha diritto scegliendo una tariffa del mercato libero particolarmente conveniente, ma casi limite, dove una prima casa, magari di non trascurabili dimensioni, fa registrare consumi prossimi allo zero. In questo caso, secondo la Cassazione, proprio le bollette irrisorie possono essere utilizzate come prova per cancellare le agevolazioni, visto che è evidente che non si tratti di una vera abitazione principale.

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Le “fonti di convincimento” contro la prima casa

In altre parole, non è sufficiente, per chi vuole accedere ai vantaggi fiscali di un’abitazione considerata prima casa, dichiarare semplicemente che l’immobile è adibito a propria abitazione principale, spostando poi lì la propria residenza: è infatti necessario viverci, e, quindi, consumare.

Secondo quanto riportato dalla Cassazione, le dichiarazioni del proprietario dell’immobile «possono essere superate da prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento e suscettibile di apprezzamento riservato alla valutazione del giudice di merito». Tra queste fonti è stata quindi sancita l’importanza della bolletta elettrica, visto che gli elettrodomestici indispensabili, come ad esempio il frigorifero, portano sempre a un qualche tipo di consumo che viene poi riscontrato sul resoconto dei consumi.

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