Agenda Digitale, Italia in forte ritardo

L’Italia è in forte ritardo sull’applicazione dei provvedimenti inquadrati all’interno del pacchetto dell’Agenda Digitale. Ad affermarlo è il rapporto dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui sarebbe stato recepito solamente il 50% dei provvedimenti attuativi, e stando al quale nonostante gli evidenti passi in avanti, vi sarebbe ancora un gap troppo rilevante.

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A che punto siamo con l'attuazione dell'Agenda Digitale

Lo studio – condotto con il supporto di alcuni partner particolarmente noti nel mondo imprenditoriale italiano – segnala come dal 2012 ad oggi siano stati recepiti solamente 32 dei 65 provvedimenti attuativi previsti nel tempo dai decreti legge del programma, e sebbene siano state gettate – si legge nel report – “basi importanti per l’Agenda Digitale italiana, ora non ci sono più alibi: è il momento di passare all’esecuzione dei piani definiti”.

Infatti, prosegue ancora l’osservazione, dei provvedimenti ancora da recepire, ben 20 presentano un ritardo di almeno 700 giorni rispetto all’originaria scadenza, mentre altri 14 richiederebbero ingenti sforzi di coordinamento. Un provvedimento è invece stato abrogato.

Per quanto concerne le motivazioni che sottostanno un così tangibile ritardo, le principali cause sembrano essere ascrivibili all’eccessivo numero di provvedimenti di natura attuativa, una progressiva stratificazione e complicazione degli atti normativi che si sono evoluti nel corso degli anni, l’assenza di un monitoraggio periodico che possa rendere noto il progresso del comparto, e l’elevato numero di provvedimenti cui non è stata affidata una certa scadenza.

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L’Osservatorio Agenda Digitale ricorda ancora come la strategia di attuazione preveda dal 2014 al 2020 investimenti per 1,51 miliardi di euro, sostenibili con 1,65 miliardi di euro l’anno di risorse europee, a patto – segnala l’Osservatorio – “di saperle intercettare e usare adeguatamente“. Investimenti eterogenei, non finalizzati solamente a migliorare la qualità della connessione ADSL o fibra ottica, quanto anche su nuove infrastrutture o consulenze.

Infine, il report dell’Osservatorio si sofferma anche sul livello di attuazione da parte del territorio italiano, segnalando che 10 Regioni hanno già formalizzato le proprie Agende Digitali. Le Regioni fino al 2020 avranno a disposizione 5,7 miliardi di euro di risorse da Fesr e Frse per poter attuare le rispettivi Agende Digitali. Anche per loro, in parte rilevante, manca uno stimolo decisivo verso l’attuazione. Speriamo che il 2016 possa rappresentare il momento giusto per un’accelerazione più concreta.

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