L’Agcom multa Fastweb: velocità Adsl irreali

Antitrust ha sanzionato Fastweb per pratica commerciale scorretta con una mula da 60 mila euro. Il provvedimento fa riferimento in particolare alla promozione delle offerte di velocità di navigazione dichiarata sul proprio sito web con riferimento all’erogazione del servizio di collegamento ad internet in modalità Adsl; che ha ‘indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in internet ad una velocita’ particolarmente elevata’.

La pratica commerciale oggetto di valutazione, posta in essere dalla società Fastweb, consiste nel non aver correttamente informato i clienti finali circa le effettive caratteristiche dei servizi di collegamento ad internet a banda larga, offerti mediante la tecnologia Adsl. In particolare, Fastweb, nel promuovere la propria offerta commerciale, ha rappresentato ai clienti qualità prestazionali del servizio, fra cui la velocità di navigazione, che in realtà discendono da condizioni che esulano dal controllo del professionista.

Altro che i 20 mega su Adsl promessi. La pubblicità ha “indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in internet ad una velocità particolarmente elevata, superiore a quella che molti utenti poi riescono effettivamente ad ottenere”

D’altronde, la qualità del servizio offerto (ovvero la velocità della navigazione e la stabilità della connessione) rappresenta, insieme al prezzo, il parametro principale di scelta tra le diverse offerte commerciali presenti sul mercato. Infatti, i servizi internet sono offerti alla generalità dei consumatori e l’offerta di Fastweb è imperniata anche sul livello di velocità.

In particolare, sulla base di alcune segnalazioni in atti pervenute da consumatori a partire dal mese di aprile 2008, nonché alla luce di alcune rilevazioni degli Uffici, la condotta contestata sembra potersi ricondurre all’aver indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in internet ad una velocità particolarmente elevata, superiore a quella che molti utenti poi riescono effettivamente ad ottenere.

Sulla base degli elementi raccolti nel corso dell’istruttoria, si ritiene che Fastweb abbia posto in essere una pratica commerciale in violazione degli articoli 20, comma 2, 21 e 22 del Codice del Consumo, consistente nel non aver correttamente informato i clienti finali circa le effettive caratteristiche dei servizi di collegamento ad internet, offerti mediante la tecnologia ADSL e in fibra ottica, con particolare riguardo alla velocità minima garantita per le diverse offerte, alla velocità standard di navigazione in condizioni normali e alle condizioni alle quali viene raggiunta la velocità massima.

Nell’ambito della clientela residenziale, quella che attualmente usufruisce di servizi internet forniti attraverso la fibra ottica corrisponde al 18%, mentre la restante clientela residenziale è suddivisa tra un 69% in ULL [Con Unbundling Local Loop (Accesso disaggregato alla rete locale), o spesso con il suo acronimo ULL, si indica la possibilità che hanno i nuovi operatori telefonici , da quando è stato liberalizzato il mercato delle telecomunicazioni, di usufruire delle infrastrutture esistenti, proprietà di altro operatore, per offrire ai clienti servizi propri, pagando un canone all’operatore legalmente proprietario delle infrastrutture. Tale servizio consente, pertanto, agli operatori alternativi di affittare da Telecom Italia l’ultimo tratto del doppino telefonico, ossia il cavo di rame che collega la centrale TI alla sede del cliente, staccandolo dagli apparati TI e collegandolo ai propri. L’ULL si divide in full unbundling e shared access: aderire all’ULL full significa cambiare gestore di telefonia fissa, e quindi rompere il contratto con l’operatore precedente; viceversa, con la scelta dello shared access è possibile mantenere il contratto con l’operatore dominante (incumbent) Telecom Italia S.p.A. ed avere un contratto di connessione diretta del servizio Adsl con altro operatore.] e un 13% in bitstream [Bitstream è un servizio di interconnessione all’ingrosso che consiste nella fornitura, da parte dell’operatore di telecomunicazioni dominante nel mercato delle reti di accesso, della capacità trasmissiva tra la postazione di un cliente finale ed un punto di interconnessione o PoP (Point of Presence) di un altro operatore OLO che, a sua volta, vuole offrire servizi a banda larga ai propri clienti finali. Si differenzia dagli analoghi servizi ULL, shared access e dagli altri servizi Adsl e Hdsl all’ingrosso (o wholesale) in quanto il servizio è integralmente gestito nell’ultimo miglio dall’operatore dominante.

a sanzionato Fastweb per pratica commerciale scorretta con una mula da 60 mila euro. Il provvedimento fa riferimento in particolare alla promozione delle offerte di velocità di navigazione dichiarata sul proprio sito web con riferimento all’erogazione del servizio di collegamento ad internet in modalità Adsl; che ha ‘indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in internet ad una velocita’ particolarmente elevata’.

La pratica commerciale oggetto di valutazione, posta in essere dalla società Fastweb, consiste nel non aver correttamente informato i clienti finali circa le effettive caratteristiche dei servizi di collegamento ad internet a banda larga, offerti mediante la tecnologia Adsl. In particolare, Fastweb, nel promuovere la propria offerta commerciale, ha rappresentato ai clienti qualità prestazionali del servizio, fra cui la velocità di navigazione, che in realtà discendono da condizioni che esulano dal controllo del professionista.

Altro che i 20 mega su Adsl promessi. La pubblicità ha “indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in internet ad una velocità particolarmente elevata, superiore a quella che molti utenti poi riescono effettivamente ad ottenere”

D’altronde, la qualità del servizio offerto (ovvero la velocità della navigazione e la stabilità della connessione) rappresenta, insieme al prezzo, il parametro principale di scelta tra le diverse offerte commerciali presenti sul mercato. Infatti, i servizi internet sono offerti alla generalità dei consumatori e l’offerta di Fastweb è imperniata anche sul livello di velocità.

In particolare, sulla base di alcune segnalazioni in atti pervenute da consumatori a partire dal mese di aprile 2008, nonché alla luce di alcune rilevazioni degli Uffici, la condotta contestata sembra potersi ricondurre all’aver indotto i consumatori a ritenere di poter navigare in internet ad una velocità particolarmente elevata, superiore a quella che molti utenti poi riescono effettivamente ad ottenere.

Sulla base degli elementi raccolti nel corso dell’istruttoria, si ritiene che Fastweb abbia posto in essere una pratica commerciale in violazione degli articoli 20, comma 2, 21 e 22 del Codice del Consumo, consistente nel non aver correttamente informato i clienti finali circa le effettive caratteristiche dei servizi di collegamento ad internet, offerti mediante la tecnologia ADSL e in fibra ottica, con particolare riguardo alla velocità minima garantita per le diverse offerte, alla velocità standard di navigazione in condizioni normali e alle condizioni alle quali viene raggiunta la velocità massima.

Nell’ambito della clientela residenziale, quella che attualmente usufruisce di servizi internet forniti attraverso la fibra ottica corrisponde al 18%, mentre la restante clientela residenziale è suddivisa tra un 69% in ULL [Con Unbundling Local Loop (Accesso disaggregato alla rete locale), o spesso con il suo acronimo ULL, si indica la possibilità che hanno i nuovi operatori telefonici , da quando è stato liberalizzato il mercato delle telecomunicazioni, di usufruire delle infrastrutture esistenti, proprietà di altro operatore, per offrire ai clienti servizi propri, pagando un canone all’operatore legalmente proprietario delle infrastrutture. Tale servizio consente, pertanto, agli operatori alternativi di affittare da Telecom Italia l’ultimo tratto del doppino telefonico, ossia il cavo di rame che collega la centrale TI alla sede del cliente, staccandolo dagli apparati TI e collegandolo ai propri. L’ULL si divide in full unbundling e shared access: aderire all’ULL full significa cambiare gestore di telefonia fissa, e quindi rompere il contratto con l’operatore precedente; viceversa, con la scelta dello shared access è possibile mantenere il contratto con l’operatore dominante (incumbent) Telecom Italia S.p.A. ed avere un contratto di connessione diretta del servizio Adsl con altro operatore.] e un 13% in bitstream [Bitstream è un servizio di interconnessione all’ingrosso che consiste nella fornitura, da parte dell’operatore di telecomunicazioni dominante nel mercato delle reti di accesso, della capacità trasmissiva tra la postazione di un cliente finale ed un punto di interconnessione o PoP (Point of Presence) di un altro operatore OLO che, a sua volta, vuole offrire servizi a banda larga ai propri clienti finali. Si differenzia dagli analoghi servizi ULL, shared access e dagli altri servizi Adsl e Hdsl all’ingrosso (o wholesale) in quanto il servizio è integralmente gestito nell’ultimo miglio dall’operatore dominante.

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