AGCom detta le linee guida per le nuove reti in fibra ottica

L’AGCom interviene ancora una volta per regolamentare al meglio il settore della banda larga di nuova generazione, evitando così ulteriori contrasti tra Telecom Italia e le compagnie telefoniche concorrenti operanti nel settore. Il risultato è un documento che punta a definire i confini e il terreno delle nuove connessioni Internet in fibra ottica.

C’è chi temeva che l’AGCom potesse avvantaggiare i progetti di Telecom Italia negli investimenti sulla nuova rete in fibra, attualmente in fase di costruzione, o chi, invece, ipotizzava un peso maggiore delle società alternative all’ex monopolio nazionale: in realtà l’Authority ha puntato su regole più eque, che potessero in qualche modo accontentare tutti, evitando squilibri e consentendo agli utenti di usufruire di offerte nel pieno rispetto della concorrenza.

Innanzitutto una formula di accesso end-to-end: le società concorrenti acquisteranno da Telecom Italia la parte della rete in fibra necessaria per consentire di portare la connessione all’utente richiedente. Potrebbe, però, esserci un problema tecnico per questa modalità, dato che l’infrastruttura in fibra di Telecom Italia non consentirebbe di effettuare l’unbunding.

Per ovviare all’ostacolo, quindi, l’Autorità Garante ha incluso anche la possibilità del Virtual unbunding e del bitstream. Inoltre, per evitare livell di prezzo troppo alti nelle zone in cui non è possibile garantire la piena concorrenza, Telecom Italia dovrà mantenere dei prezzi di costo.

I provider concorrenti, che speravano nell’obbligo dell’unbunding, come avviene tuttora per le normali reti ADSL Business o private, sono già sul piede di guerra, annunciando che si rivolgeranno al TAR o addirittura al Consiglio d’Europa nel caso in cui “l’Authority annullerà gli obblighi bitstream nelle aree dove vi sono solo i concorrenti infrastrutturati”.

Bisognerà attendere comunque la pubblicazione della delibera ufficiale, pervista per i prossimi giorni, per capire meglio la situazione e per sapere quali saranno le mosse dei provider nei prossimi mesi.

>AGCom interviene ancora una volta per regolamentare al meglio il settore della banda larga di nuova generazione, evitando così ulteriori contrasti tra Telecom Italia e le compagnie telefoniche concorrenti operanti nel settore. Il risultato è un documento che punta a definire i confini e il terreno delle nuove connessioni Internet in fibra ottica.

C’è chi temeva che l’AGCom potesse avvantaggiare i progetti di Telecom Italia negli investimenti sulla nuova rete in fibra, attualmente in fase di costruzione, o chi, invece, ipotizzava un peso maggiore delle società alternative all’ex monopolio nazionale: in realtà l’Authority ha puntato su regole più eque, che potessero in qualche modo accontentare tutti, evitando squilibri e consentendo agli utenti di usufruire di offerte nel pieno rispetto della concorrenza.

Innanzitutto una formula di accesso end-to-end: le società concorrenti acquisteranno da Telecom Italia la parte della rete in fibra necessaria per consentire di portare la connessione all’utente richiedente. Potrebbe, però, esserci un problema tecnico per questa modalità, dato che l’infrastruttura in fibra di Telecom Italia non consentirebbe di effettuare l’unbunding.

Per ovviare all’ostacolo, quindi, l’Autorità Garante ha incluso anche la possibilità del Virtual unbunding e del bitstream. Inoltre, per evitare livell di prezzo troppo alti nelle zone in cui non è possibile garantire la piena concorrenza, Telecom Italia dovrà mantenere dei prezzi di costo.

I provider concorrenti, che speravano nell’obbligo dell’unbunding, come avviene tuttora per le normali reti ADSL Business o private, sono già sul piede di guerra, annunciando che si rivolgeranno al TAR o addirittura al Consiglio d’Europa nel caso in cui “l’Authority annullerà gli obblighi bitstream nelle aree dove vi sono solo i concorrenti infrastrutturati”.

Bisognerà attendere comunque la pubblicazione della delibera ufficiale, pervista per i prossimi giorni, per capire meglio la situazione e per sapere quali saranno le mosse dei provider nei prossimi mesi.

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