AEEGSI, minimo vitale di acqua non va a tutti

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) ha chiesto di escludere il riferimento al “minimo vitale” di acqua dal disegno di legge in esame, poiché il quantitativo minimo di acqua necessario ai bisogni essenziali va garantito solo agli utenti morosi che si trovano in condizione di “documentato disagio economico” e non a tutti. Codici denuncia “attività di lobbying” da parte dell’Autorità.

minimo vitale di acqua
Secondo l'Autorità per garantire il minimo vitale di acqua a tutti bisognerebbe aumentare le bollette

Il disegno di legge “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” è attualmente all’esame, in seconda lettura, della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali del Senato. Nello specifico, l’AEEGSI si riferisce a due proposte emendative, la prima all’articolo 8 in materia di sistemi efficienti di utenza (SEU) e l’altra all’articolo 44 con riferimento al tema della morosità nel servizio idrico integrato.

Per quanto riguarda la morosità nel settore idrico, l’AEEGSI “accoglie con favore la presentazione dell’emendamento in parola da parte del Relatore, volta a introdurre una disciplina legislativa, ad oggi mancante, in relazione al tema della morosità nel settore idrico”, aggiungendo però che “appare opportuno limitare la garanzia del quantitativo di acqua, necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura per gli utenti morosi, agli utenti che risultino in condizioni di documentato disagio economico”.

Detto in altre parole, il minimo di acqua necessario ai bisogni vitali dovrebbe, secondo l’Autorità, essere garantito unicamente a chi si trova in una situazione di difficoltà economica documentata e non a tutti.

Perché il minimo di acqua vada a tutti serve aumentare le bollette

Prosegue l’Autorità: “Ciò in quanto, da una parte, la normativa primaria di riferimento non definisce il novero dei clienti che, per ragioni di carattere sociale, non possono essere disalimentati neppure in caso di perdurante morosità; dall’altra, non sono ad oggi previsti fondi pubblici per finanziare il beneficio della non disalimentabilità, il cui costo viene dunque interamente posto in capo alle tariffe del sistema idrico integrato per ciascun territorio”.

Se si estendesse anche agli utenti in condizioni economiche agiateprosegue l’Autorità – la possibilità di accedere gratuitamente ad un quantitativo minimo di acqua – come l’emendamento sembrerebbe prevedere – si genererebbero rilevanti costi che finirebbero per essere posti sulla generalità degli utenti del SII, comprese le famiglie in condizioni economiche disagiate, creando una sorta di perequazione al contrario tra utenti agiati e utenti non agiati”. Così, i fondi necessari per garantire il minimo vitale di acqua a tutti verrebbero finanziati da tutte le famiglie e imprese, comprese quelle in disagio economico, che dovrebbero pagare di più per la fornitura dell’acqua.

“Si suggerisce dunque di eliminare dal testo l’espressione ‘minimo vitale’ con riferimento al quantitativo di acqua e di inserire al termine del comma 1, le parole ‘in condizione di documentato disagio economico“, conclude l’Autorità.

Codici: andare incontro ai bisogni dei consumatori

Secondo Codici l’AEEGSI “è contraria al minimo vitale acqua e all’accumulo dell’energia tramite i sistemi efficienti di utenza o SEU”, sottolineando che “entrambe le proposte vedono invece l’approvazione dell’Associazione Codici perché vanno incontro ai bisogni dei consumatori”.

“Con il minimo vitale si garantisce l’erogazione dell’acqua, quale bene primario, a qualsiasi cittadino anche se moroso” spiega Codici. L’AEEGSI, continua l’Associazione “crede non sia possibile assicurare l’acqua anche a chi non paga le bollette e magari avrebbe le disponibilità economiche per farlo mentre sull’accumulo, l’Autorità insiste nell’ostacolare l’innovazione perché in questo modo l’utente non pagherebbe tutti i costi di sistema”.

Per quanto riguarda i sistemi di accumulo di energia elettrica, secondo Codice offrirebbero “la possibilità dell’utente di risparmiare sul costo dell’energia anche del 50% tramite il rapporto diretto con il produttore senza l’aggravio della spesa di rete”.
Confronta Tariffe Energia Elettrica
Ivano Giacomelli, segretario Nazionale Codici conclude che “L’autorità ha finalmente calato la maschera. E’ palese come stia difendendo gli interessi degli operatori. E’ una vera e propria attività di lobbying che la nostra Associazione vuole denunciare”.

Commenti Facebook: