Addio, Bancomat: il futuro del prelievi passa dallo smartphone

Sono passati trent’anni – le banche italiane si dotarono di questo strumento nel novembre del 1983 – ma sembra molto, molto di più: il Bancomat e le altre carte di debito sono ormai talmente entrati nelle nostre abitudini da essere quasi sempre la prima tessera che si infila in un portafoglio. Eppure, per la carta “principe” del prelievo contanti la pensione potrebbe essere vicina.

Tecnologia-NFC
Come si evolve la tecnologia dei prelievi, tra NFC e nuovi sportelli "intelligenti"

I numeri parlano ancora di un dominio assoluto del Bancomat, con 33,2 milioni di carte e 48mila sportelli, ma le evoluzioni nel prossimo futuro non mancheranno: a una diffusione ancora più capillare dei Pos, che giocherebbe a favore delle carte di credito (medici, dentisti, avvocati e così via, per favorire l’emersione del sommerso come è stato tentato con successo in Corea), risponderà un passaggio di testimone.

Già, perché i nostri smartphone – anche loro, ormai, elemento indispensabile della nostra vita quotidiana – potranno presto dialogare con gli sportelli ATM, come è decisa a fare la banca statunitense Wintrust, in modo da pianificare il prelievo a distanza e limitarsi ad avvicinare il telefonino quando si è in prossimità dello sportello per ritirare il contante.

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Anche per l’acquisto diretto le cose stanno già cambiando: la tecnologia NFC, recentemente proposta anche al grande pubblico da Tim e Vodafone, permette infatti di usare lo smartphone per i pagamenti mobili. Per il Bancomat, forse, è davvero arrivato il tempo di un meritato riposo.

 

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