Abolizione TASI: famiglie risparmiano 200 euro, ricchi ben 2000

Con i ripetuti annunci del Governo, si parla sempre di più dell’eventuale abolizione TASI e IMU. Quanto risparmierebbero le famiglie con questa manovra? Secondo i calcoli della CGIA di Mestre, circa 200 euro. Tuttavia, i più ricchi del Paese potrebbero risparmiarsi la bellezza di 2000 euro, sempre che l’IMU venga abolito anche sui castelli e gli immobili di pregio. Ecco le cifre pubblicate ieri dalla CGIA.

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Ecco perché l'eliminazione della TASI conviene soprattutto ai ricchi

Con l’ abolizione della TASI le famiglie italiane potrebbero risparmiare in media 204 euro. Se l’eliminazione dovesse riguardare però gli immobili di pregio (ville, castelli, abitazioni signorili, etc), gli italiani più ricchi pagheranno circa 2.000 euro in meno di tasse.

A fare i conti è stato l’Ufficio studi della CGIA, che ha spiegato perché l’abolizione delle tasse sulla casa conviene soprattutto ai possessori di abitazioni signorili e immobili di lusso.

In particolare, spiega la CGIA, sono circa 19 milioni le famiglie che potrebbero essere beneficiate dall’eliminazione delle tasse sulla prima casa. Quelli in possesso di abitazioni di categoria A2, potranno risparmiare circa 227 euro all’anno, mentre il beneficio è pari a 120 euro in meno per le abitazioni A3.

Invece, i possessori di una abitazione di tipo signorile o di una villa potranno risparmiarsi ben 1.830 euro circa, mentre andrà ancora meglio per i proprietari di castelli, con addirittura 2.280 euro in meno all’anno. Tutte le cifre sono riportate dalla CGIA nella tabella qui sotto:

Il gettito relativo alla TASI riferita all’abitazione principale, fa sapere la CGIA, comprende anche gli “immobili di lusso” (classificati nelle categorie catastali A1, A8 e A9). Non è incluso nei calcoli il gettito TASI relativo ai fabbricati rurali, che sarebbe di lieve entità.

Per quanto riguarda l’IMU di terreni agricoli, la cifra è stata ottenuta “sommando il gettito IMU che questi cespiti hanno permesso di realizzare nel 2012, pari a 628 milioni di euro, al recupero di gettito, pari a 268,7 milioni di euro, dovuto alla riduzione del campo di esonero dal pagamento a seguito la riduzione dell’elenco dei comuni montani e parzialmente montani da opera del DL 4/2015″, spiegano dall’Ufficio Studio CGIA.

In termini complessivi – spiega Paolo Zabeo della CGIA – lazzeramento della TASI sulla prima casa ammonterà 3,4 miliardi di euro. Se a questo importo aggiungiamo l’abolizione dell’IMU sulle abitazioni di lusso (91,2 milioni di euro), l’IMU sui fabbricati rurali (3,2 milioni di euro), quella sui terreni agricoli (897 milioni circa) e quella sugli imbullonati (250 milioni), verranno a mancare 4,6 miliardi di euro di gettito che, per il momento, non sappiamo ancora come saranno reperiti”.

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