Abolizione roaming: il traffico dati è aumentato del 435%

È aumentato del 435%, una percentuale da capogiro, il traffico dati in roaming tra i Paesi dell’Unione Europea, dopo che la normative hanno stabilito l’abolizione delle tariffe specifiche per chiamare dall’estero, fino a pochi anni fa molto salate. Nel frattempo, la Ue si muove anche per la net neutrality, pensando a 5G e strumenti di controllo della qualità di Internet.

In totale, nel terzo trimestre si è navigato in roaming per 84 milioni di GB

La crescita del traffico dati in Europa

Roaming abolito? Via libera, finalmente, alle chiamate e alla navigazione su Internet con il proprio smartphone anche quando si è lontani da casa. Secondo uno studio del Berec, infatti, nel terzo trimestre del 2017 il traffico dati in roaming dell’Unione Europea è aumentato anno su anno ben del 435%, per un totale di 84 milioni di gigabyte. Un risultato a cui ovviamente non è estranea l’abolizione delle tariffe del roaming, che hanno rivoluzionato la telefonia mobile per chi viaggia. Secondo Johannes Gungl, presidente del gruppo che riunisce i regolatori delle comunicazioni in Europa, il roaming libero è «un chiaro successo dal punto di vista dell’utente finale».

Prezzi wholesale sempre più bassi

Per una volta, inoltre, gli operatori sembrano aver accettato di buon grado la situazione corrente senza tentare resistenze. Lo stesso studio del Berec, infatti, mostra come le tariffe wholesale del roaming siano ben al di sotto dei tetti di prezzo che la recente normativa dell’Unione Europea ha imposto, sia per quanto riguarda i dati di Internet mobile che per i minuti del traffico voce e gli SMS.

I prezzi wholesale, in alcuni casi, sono inferiori anche al costo minimo stimato dai regolatori, arrivando anche a un quarto di centesimo di euro per megabyte: valori assolutamente impensabili fino a poco tempo fa e che rendono ancora più semplice comunicare tra nazioni diverse.
Confronta le offerte di telefonia mobile

Le novità per la net neutrality

Tra le nuove iniziative che vedranno la luce in contesti europei nell’ambito delle telecomunicazioni, anche l’avvio della consultazione pubblica di sei settimane sull’implementazione delle regole sulla net neutrality in vigore dal 2016. In questo modo si potranno fornire alla Commmissione europea dei feedback per la prima revisione della normativa, prevista per aprile 2019.

Sul piatto dei regolatori l’impatto del 5G sulle net neutrality – in particolare con l’adozione delle tecniche di network slicing – ma anche una prossima gra che affiderà a un fornitore lo sviluppo di uno strumento di misurazione per la qualità di Internet. Per la stessa net neutrality, infatti, è richiesto che i regolatori nazionali monitorino la qualità dei servizi offerti. L’obiettivo è arrivare allo sviluppo di una piattaforma comune per i vari regolatori nazionali, con gara a settembre e tool disponibile, se tutto andrà bene, dopo un anno.

Commenti Facebook: