Abolizione addizionale energia elettrica

Ai sensi di quanto previsto dal D.Lgs. 68/2011, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, è stata decisa l’abolizione addizionale energia elettrica, ovvero l’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica. Adesso,  il relativo gettito spetta allo Stato. A tal fine, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, nel 2012 è stato rideterminato l’importo dell’accisa sull’energia elettrica in modo da assicurare l’equivalenza del gettito.

abolizione addizionale energia elettrica
Sin dal 2012 è stata decisa l'abolizione addizionale energia elettrica

L’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica era dovuta sui consumi di energia per le utenze non domestiche fino al limite massimo di 200.000 kWh di consumo mensile. Con l’abolizione addizionale energia elettrica sono stati rialzate le aliquote di accisa, con l’obiettivo di assicurare il gettito mancante.

Aumentate le aliquote di accisa sull’energia elettrica

Con due decreti del Ministro dell’Economia e finanze, sono state modificate al rialzo le aliquote di accisa sull’energia elettrica, per compensare la soppressione dal 1° gennaio 2012 delle addizionali comunali e provinciali.

L’abolizione delle addizionali locali era stata decretata dai Dlgs 23/2011 (“Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale”) e Dlgs 68/2011 (“Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario”).

Complessivamente però il peso dell’imposta a carico dei soggetti obbligati non è variata, poiché l’aumento dell’accisa erariale era stato effettuato in modo da “assicurare la neutralità finanziaria ai fini del rispetto dei saldi di finanza pubblica“.

Inizialmente, l’addizionale comunale era decaduto solo nelle Regioni a statuto ordinario, mentre la nuova accisa si applica su tutto il territorio nazionale. Questo aveva causato una disuguaglianza importante con le Regioni a statuto speciale, determinata dall’aumento dell’accisa sull’energia elettrica a seguito della cessazione dell’applicazione delle addizionali comunali e provinciali per le Regioni ordinarie.

L’operazione, stabilita dal governo Monti attraverso i decreti del ministro dell’Economia emanati alla fine del 2011, e confermata con il decreto legge “Cresci Italia”, aveva causato polemica nelle Regioni a statuto speciale, oggetto di una differente modalità di azione dando, come conseguenza una disparità di trattamento a danno dei cittadini e delle imprese delle Regioni a statuto speciale.  A partire da aprile 2012 però è stata abolita anche nelle Regioni a statuto speciale.

Per ulteriori chiarimenti rispetto all’entrata in vigore del decreto che stabilisce l’abolizione addizionale energia elettrica consigliamo la lettura dei seguenti riferimenti normativi: D.l. n.511 del 28/11/1988 convertito in l. n.20 del 27/01/1989 D.l. n.151 del 13/05/1991 convertito in l. n.202 del 12/07/1991 D.lgs n.504 del 26/10/1995 l. n.133 del 13/05/1999.

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