A Mantova sfruttano i vecchi mulini per produrre energia elettrica

A Mantova una società, la Green Source srl, ha avviato quattro progetti di sfruttamento delle cascate di vecchi mulini per produrre energia elettrica a bassissimo costo e in maniera ecologica. A partire dall’energia dei fiumi e canali, dove prima si macinava il grano oggi si può produrre elettricità. In provincia di Mantova, inoltre, ci sarebbero molti mulini che possono rendere quest’idea facilmente eseguibile e a basso costo.

Produzione di energia elettrica ecosostenibile
Mulini per produrre energia elettrica: ecco i progetti mantovani

La Green Source srl, una società formata da un gruppo di mantovani, ha pensato che sfruttare i vecchi mulini per produrre energia elettrica ecologica è possibile. Così, sono stati avviati quattro progetti in provincia ed altri da valutare nelle aree vicine.

La società è formata da Adriana Pagliarini, amministrativa, il marito Gianluca Ferrari, ingegnere, e Claudio Savazzi, installatore.

«Girando un po’ nell’ambiente – ha spiegato Adriana Pagliarini – ci siamo resi conto che il segmento di mercato del micro idroelettrico aveva grandi potenzialità nella nostra provincia, ma era poco sfruttato. Così abbiamo deciso di tuffarci in questa esperienza».

In effetti, sulla mappa del Mantovano è possibile individuare molte località chiamate “Molino” o “Mulino”, e questo curioso dato è stato il punto di partenza per questi progetti. Quest‘indicazione di una vocazione molitoria rivela anche un’ampia rete di canali, rogge, piccole derivazioni di acqua che dal Medioevo innerva il Mantovano e che producono un’energia che può essere convertita ad elettricità.

L’ingegnere Ferrari commenta che «Un aiuto ci è venuto dalla tecnologia, che ha semplificato il controllo degli impianti, introducendo l’elettronica e rendendo quello che già era semplice, una pala mossa dalla corrente dell’acqua che trasmette il movimento ad una albero rotore, ancora più facile da gestire».

La produzione di energia elettrica a partire dai vecchi mulini promette un basso costo d’investimento, nulli o quasi gli interventi di manutenzione, e una lunga durata dell’impianto.

«Il nostro primo impianto sarà a Mosio di Acquanegra – continua Ferrari – . Lì abbiamo già la concessione per la derivazione delle acque e partiremo con il prossimo anno la produzione elettrica». Le località coinvolte in queste prime esperienze sono il Mulino a Mosio di Acquanegra, Cà Bianca, sul canale Cavata a Marcaria, Mulino a Rodigo, sul canale Seriola Marchionale, e Castellucchio, località Mulino, sul canale Seriola.

I mulini idroelettrici, tra l’altro, avrebbero un impatto minimo a livello ambientale, sopratutto considerando altri fonti di energia rinnovabile.

Al riguardo, la Pagliarini ha assicurato che «In alcuni casi riusciamo addirittura a mantenere l’assetto del mulino, sostituendo solo le pale con materiali più moderni, ma mantenendo intatta la struttura, compreso l’albero rotore e le pulegge. Invece di collegarle ad una macina, facciamo andare un generatore. Per questa capacità di mantenere intatti, ed anzi di valorizzare i vecchi mulini ed il loro ambiente, stiamo studiando un possibile percorso ecologico e di promozione turistica».

 

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