7 consigli per scegliere la migliore offerta tariffaria per il cellulare

Nella giungla di tariffe per i cellulari, e nel (quasi) infinito panorama di opzioni integrative, clausole di personalizzazione, bonus, proposte promozionali e altre offerte riservate a soli target di clientela, non è sempre agevole cercare di individuare la migliore soluzione. Cerchiamo allora di tracciare qualche utile linea guida per poter trovare il pacchetto adatto alle nostre esigenze.

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1. L’utilizzo del cellulare

Il punto di partenza della nostra analisi non può che essere l’osservazione della tipologia di utilizzo del nostro cellulare. In altri termini, sarebbe buona abitudine cercare di capire quanti minuti di telefonate effettuiamo ogni giorno / mese, quanti sms inviamo, quanto traffico dati utilizziamo. Per far ciò è di solito possibile ricorrere ai contatori che vengono messi a disposizione dal produttore del software del cellulare, o quelli posti a disposizione sul sito internet dei vari operatori telefonici (previa registrazione ai loro portali).

Sulla base di questo punto statistico, come vedremo, sarà possibile “inquadrarsi” all’interno di profili di utilizzo “medi”, indirizzando nel migliore dei modi la nostra scelta sulle varie e specifiche offerte tariffarie.

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2. Sms e mms addio?

Stabilito quanto sopra, possiamo cercare di analizzare per singoli punti alcuni degli elementi maggiormente fondamentali nella scelta della tariffa. Si pensi ad esempio all’incidenza degli sms e degli mms sul proprio pacchetto tariffario.

In cambio di un sovrapprezzo di entità variabile, infatti, molte proposte cercano di includere un numero sostanzialmente elevato di sms inclusi. Una discreta comodità, si potrà ben osservare, che ci eviterà di veder scalare il proprio traffico telefonico ogni qual volta inviamo un breve messaggio di testo a un amico o a un parente.

L’interrogativo che dovremmo tuttavia porci è il seguente: abbiamo davvero necessità di una specifica tariffa a pacchetto per gli sms? Se, infatti, un tempo gli sms costituivano un irrinunciabile strumento di comunicazione, oggi WhatsAppWeChat, iMessage & concorrenti hanno parzialmente sostituito il ruolo precedentemente svolto dagli sms. Meglio pertanto domandarsi pertanto se sia possibile rinunciare a un po’ di sms gratuiti, in cambio – magari – di un più ampio volume di traffico internet.

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3. Telefonate lunghe o brevi

Stando alle più recenti statistiche, meno di 4 telefonate su 10 hanno una durata superiore ai 5 minuti. Se pertanto avete intenzione di utilizzare il cellulare come la maggior parte degli italiani (comunicazioni brevi) e non necessitate del telefono mobile per uno scopo prevalente professionale, sarebbe buona abitudine valutare con attenzione la possibilità di abbracciare tariffe che possano eliminare lo scatto alla risposta.

4. Abbonamento o ricaricabile

La scelta tra abbonamento e ricaricabile costituisce certamente uno dei maggiori bivi quando si sceglie il proprio piano tariffario. Sebbene le alternative siano ben complesse, possiamo preannunciare che – in linea di massima – la distanza tra i piani ricaricabili e quelli in abbonamento (senza cellulare in comodato) si stiano assottigliando.

L’offerta ricaricabile è infatti spesso concessa in abbinamento all’attivazione di pacchetti mensili o settimanali, dei veri e propri “mini abbonamenti” con condizioni non dissimili da quelli più tradizionali. Di contro, l’abbonamento sembra più adatto ad un utilizzo intensivo del cellulare, magari in sinergia con ulteriori servizi (comodato dello smartphone, integrazione con servizi di comunicazione aggiuntivi, e così via).

5. Cellulare incluso o meno

Altra scelta fondamentale quando si sceglie la propria tariffa per cellulare consiste nel valutare se si abbia altresì l’esigenza o il piacere di cambiare il telefonino. Se la risposta è positiva, infatti, potrebbe essere conveniente valutare la possibilità di stipulare un abbonamento che preveda il comodato d’uso del dispositivo telefonico.

Di norma questi contratti hanno un vincolo temporale pari a 24 o 30 mesi (e conseguente penale in caso di recesso anticipato), e prevedono altresì la canalizzazione dei canoni mediante conto bancario o carta di credito. Di contro, spesso riescono a conferire dei vantaggi non conseguibili mediante la separazione delle operazioni.

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6. Nuovo operatore o vecchio

In quanto abbiamo definito come “giungla” tariffaria in apertura del nostro speciale, è in atto una vera e propria guerra commerciale e di servizio tra i vari operatori che arricchiscono il panorama delle telecomunicazioni italiane.

Ne consegue che, al giorno d’oggi, non è difficile trovare delle straordinarie offerte promozionali che vengono indirizzate alla “nuova clientela”, ovvero a quegli utenti che scelgono di cambiare il proprio operatore.

L’unica attenzione da riporre è, in questo caso, legata alla natura delle condizioni al termine di questa prima fase promozionale: spesso le tariffe di “ingresso” del cliente sono molto convenienti; tuttavia, altrettanto frequentemente vengono compensate con condizioni piuttosto gravose una volta esaurito l’arco temporale della promozione.

7. Ricontrollare le tariffe e compara prezzi e offerte 

Se non avete voglia di cambiare operatore, cercate di adottare sempre la buona abitudine di ricontrollare le offerte del vostro fornitore di servizio. Una buona parte degli italiani si dimostra infatti particolarmente “pigra” nel monitorare le condizioni di utilizzo del proprio servizio telefonico, e un altrettanto ampia quota di utenti dei servizi di telecomunicazione non conosce la natura del proprio piano tariffario.

Meglio pertanto impiegare qualche minuto ogni due o tre mesi per cercare di capire quali sono le nuove offerte che il nostro operatore telefonico ha riservato ai “vecchi” clienti, e capire se vi sia la convenienza (o meno) a cambiare piano.

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