5g vs 4g: parte la prova in 5 città

Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera sono le città scelte dal Ministero dello Sviluppo economico per la prima sperimentazione del 5G: è stato infatti dato il via al bando pubblico per le offerte pre-commerciali degli operatori di telefonia. In più c’è l’accordo privato che lega Torino e TIM per l’esordio della nuova tecnologia di comunicazione, molto più veloce del “vecchio” 4G.

Ecco dove ci sarà la sperimentazione della nuova tecnologia di comunicazione

Le cinque città scelte per la sperimentazione

Arriva il 5G in Italia: o perlomeno in 5 città selzionate, Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. La quinta generazione delle connessioni telefoniche, che porterà nei prossimi anni lo stato dell’arte della banda mobile ultralarga, verrà infatti sperimentata in queste aree su iniziativa del Ministero dello Sviluppo economico, che ha emesso un avviso pubblico per l’avvio del periodo di prova, con durata fino al 2020.

Questo primo step (ma anche Torino potrebbe fare parte del lotto, per un accordo tra TIM e il Comune) è necessario per valutare le performance della nuova rete, prima di passare alla fase commerciale e di estendere il 5G su tutto il territorio nazionale. Un’iniziativa che arriva dopo le sollecitazioni della Commissione Europea, che ha invitato i membri dell’Unione a dare il via alla sperimentazione in almeno una città entro il 2018.

La palla ora passa alle imprese

Ora le aziende dovranno presentare le loro proposte, non solo per quanto riguarda le infrastrutture ma anche per i servizi e i contenuti da offrire agli utenti: il 5G porterà velocità ancora più elevate e latenza minima, consentendo ad esempio trasmissioni video e audio in altissima definizione e senza buffering di sorta.
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Grazie allo sfruttamento della frequenza d’onde radio tra 30 e 300 GHz, le velocità effettive saranno davvero straordinarie, decine di volte, se non centinaia e forse migliaia, superiori al vecchio 4G, che di rado raggiungere le altissime velocità pubblicizzate nelle offerte di Internet mobile. Nella pratica tutto questo si tradurrà con l’accesso a numerosi servizi dai quali di fatto l’universo mobile era tagliato fuori, dai già citati video in streaming con la massima definizione possibile al gaming online, che necessita non solo di una connessione veloce ma anche di una rete che possa rispondere al volo agli input dell’utente, senza quei ritardi che possono costare caro ai giocatori più appassionati.

Al di là degli utilizzi legati all’entertainment, però, la vera svolta arriverà per le applicazioni a livello medico, scientifico, industriale e legato all’Internet of Things, che potrà rendere la casa, l’ufficio, l’amministrazione pubblica ancora più “smart” con un’integrazione totale tra i diversi dispositivi, anche quelli che di solito non erano “parlanti”.

C’è tempo fino al 15 maggio

La scadenza per le proposte è fissata al 15 maggio di quest’anno per i tre lotti in gara, il primo per la città metropolitana di Milano, il secondo per Prato e L’Aquila e il terzo, per il Mezzogiorno, a Bari e a Matera. L’accordo di TIM con l’amministrazione comunale torinese invece è del tutto indipendente dall’iniziativa ministeriale ed è il primo movimento privato in questo senso.

Da un punto di vista economico si tratta di un momento fondamentale per il settore telco planetario, visto che i numeri che girano sono notevoli: secondo alcune stime il business si aggirerebbe intorno ai 12.000 miliardi di dollari nel prossimo ventennio, sia per l’Europa (in Germania il 5G da solo dovrebbe creare un milione di posti di lavoro, per più di 200 miliardi di introiti) che per i Paesi extraeuropei, in primis la Cina (1000 miliardi). In totale, i nuovi posti di lavoro derivati dal 5G e dall’indotto immediato sono stati calcolati intorno ai 22 milioni.

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