16 azioni per un mercato unico digitale: la strategia europea

La Commissione europea ha definito 16 azioni per realizzare un mercato unico digitale e superare quindi i compartimenti stagni delle regolamentazioni nazionali nel settore del commercio elettronico e delle telecomunicazioni, nella legislazione sul diritto d’autore e sulla protezione dei dati, nella gestione delle onde radio e nell’applicazione del diritto della concorrenza. La strategia europea poggia su 3 pilastri: migliorare l’accesso ai beni e ai servizi digitali per i consumatori e per le imprese; creare parità di condizioni affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi; massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale. 

Mercato unico digitale: le azioni definite dalla Commissione europea
La strategia europea per un mercato unico digitale

16 azioni per un mercato unico digitale. La strategia europea per generare una crescita di 415 miliardi di euro l’anno e creare migliaia di nuovi posti di lavoro è stata definita. E la Commissione europea si propone di attuarla entro la fine del 2016.

 

Le prime 8 azioni hanno a che fare con il primo dei 3 pilastri individuati in sede europea in ottica di mercato unico digitale:

  • introdurre norme intese ad agevolare il commercio elettronico transfrontaliero
  • garantire un’attuazione più rapida e omogenea delle norme di protezione dei consumatori
  • assicurare servizi di consegna dei pacchi più efficienti e a prezzi accessibili
  • eliminare il blocco geografico
  • individuare potenziali problemi di concorrenza
  • aggiornare la legislazione sul diritto d’autore
  • rivedere la direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo
  • ridurre gli oneri amministrativi che derivano alle imprese dai diversi regimi IVA

Il commercio elettronico transfrontaliero rappresenta soltanto il 4% del totale dei servizi online disponibili per i consumatori europei, a fronte di un 42% di servizi online nazionali e di un 54% di servizi online che hanno base negli USA. Nel 52% di tutti i tentativi di ordinazione transfrontaliera, il venditore non serve il Paese del consumatore.

Nel 2014, soltanto il 15% dei consumatori europei ha effettuato acquisti online da venditori attivi in un altro Stato membro dell’Unione europea e soltanto il 7% delle piccole e medie imprese europee ha venduto oltre frontiera.

I consumatori europei potrebbero risparmiare nel complesso 11,7 miliardi di euro se potessero scegliere fra l’intera gamma di beni e servizi offerti in ambito UE. E il 57% delle PMI inizierebbe o intensificherebbe le attività di vendita online oltre frontiera se tutti gli Stati membri applicassero le medesime regole al commercio elettronico.

Per vendere oltre frontiera in UE, le PMI che operano online devono sostenere costi supplementari che si aggirano sui 9.000 euro per adattarsi alle differenti normative nazionali e costi legati al rispetto della normativa IVA pari ad almeno 5.000 euro l’anno per ciascun Stato membro in cui intendono lavorare.

Anche i costi di consegna troppo elevati costituiscono un problema, almeno per il 62% delle imprese disposte a vendere oltre frontiera attraverso Internet. A ciò si aggiunga che per oltre il 90% degli acquirenti che utilizzano la Rete, un prezzo di consegna basso e condizioni di reso convenienti costituiscono fattori importanti nella decisione di acquisto.

Altre 5 azioni hanno a che fare con il secondo pilastro della strategia europea per un mercato unico digitale:

  • rivedere la regolamentazione europea in materia di telecomunicazioni
  • riesaminare il quadro dei media audiovisivi
  • analizzare il ruolo delle piattaforme online nel mercato
  • rafforzare la fiducia nei servizi digitali e la sicurezza degli stessi
  • proporre un partenariato con l’industria sulla sicurezza informatica 

In Europa, soltanto il 22,5% degli abbonamenti a servizi di accesso a Internet a banda larga fornisce velocità di connessione nominali superiori ai 30 Mbps e soltanto il 59% dei cittadini ha accesso alle reti cellulari 4G LTE (Long Term Evolution).

Confronta tariffe Internet Mobile

I ritardi nell’implementazione della tecnologia cellulare di quarta generazione sono dovuti anche all’indisponibilità di spettro radio idoneo. Un coordinamento più efficace del medesimo consentirebbe di diminuire il prezzo dei servizi di telefonia mobile. 

Il 72% degli utenti europei di Internet è preoccupato per i proprio dati personali. Entro la fine del 2015, la Commissione UE procederà alla revisione della direttiva e-Privacy.

Le altre 3 azioni definite dalla Commissione europea hanno a che fare con il terzo pilastro per un mercato unico digitale:

  • proporre un’iniziativa europea per il libero flusso dei dati
  • garantire interoperabilità nella sanità elettronica, nella pianificazione dei trasporti e nell’energia
  • promuovere una società digitale inclusiva

Se le 100 principali industrie manifatturiere europee impiegassero i cosiddetti Big Data, i risparmi potrebbero toccare i 425 miliardi di euro. Entro il 2020, l’analisi dei Big Data potrebbe incrementare la crescita economica della UE di un ulteriore 1,9%, pari a un aumento del PIL di 206 miliardi di euro.

Il 47% della popolazione europea manca di competenze digitali adeguate, eppure, nel prossimo futuro, il 90% dei posti di lavoro richiederà proprio competenze digitali. Una strategia di “digitali per definizione” nel settore pubblico, infine, potrebbe comportare un risparmio annuo intorno ai 10 miliardi di euro.

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