Come misurare la velocità ADSL?


Misurare la velocità della propria ADSL è un’operazione che andrebbe fatta periodicamente, per tenere sotto controllo la qualità della propria connessione Internet casa, soprattutto se si va incontro troppo spesso a rallentamenti e disconnessioni.

Fibra a casa come funziona: come collegarsi alla fibra ottica

Ci sono infatti vari fattori che possono influenzare l’effettiva performance di una connessione ADSL, a prescindere da quanto viene dichiarato dall’operatore telefonico (che si limita a fornire la velocità massima e a garantire una banda minima, come vedremo): dalle linee troppo trafficate a un’infrastruttura ormai obsoleta, dai troppi apparecchi connessi contemporaneamente al wireless fino ai problemi degli stessi dispositivi. Vediamo qui di seguito qualche consiglio su come misurare la velocità ADSL e, da qui, valutare cosa fare, anche – se è il caso – passare a una tecnologia superiore, come la fibra ottica (nelle varie tipologie: FTTH, FTTC, FWA). 

Come funziona l’ADSL 

Per prima cosa, va ricordato che oggi l’ADSL è la più “antica” tra le connessioni disponibili in Italia per Internet casa: la più lenta, la più instabile ma anche quella più diffusa, visto che è sufficiente una normale linea telefonica, senza che siano necessari interventi complicati sul proprio impianto. Per quanto riguarda il prezzo, di solito le ADSL costano un po’ meno delle offerte per la fibra ottica, ma queste hanno visto i loro canoni mensile diminuire in modo significativo negli ultimi anni, tanto che adesso sono quasi identiche. Perciò, se ne si ha la possibilità, la fibra è sempre l’opzione migliore.

Le ADSL più diffuse in Italia sono da 8 Mbit/s o da 20 Mbit/s. Questi valori indicano la massima velocità in Megabit che si può avere in download, cioè quando si scaricano dei dati (al contrario dell’upload, di solito intorno a 1 Mbit/s, in cui si caricano i dati, ad esempio per inviare l’allegato di una mail). Questo, come detto, è il dato massimo che si può riscontrare nella propria connessione; non vuol dire però che sia quello effettivo. Ecco perché è bene sapere come misurare la velocità ADSL, per vedere quanto grande è lo scarto tra la performance effettiva e quella dichiarata.

Va inoltre ricordato che, per legge, gli operatori telefonici che offrono l’accesso a Internet con le varie offerte sono tenuti ad assicurare una banda minima garantita in download, che sta a indicare la performance minima obbligatoria: se quando ci si collega si fa costantemente più lenti di quanto indicato nel contratto, allora si ha tutto il diritto di pretendere un servizio migliore: se entro 30 giorni di tempo non vengono ripristinati i parametri di qualità, l’utente ha diritto a recedere dall’offerta internet senza costi di disattivazione, comunicando la decisione con un preavviso di un mese e con una raccomandata. 

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Come si misura la velocità dell’ADSL 

Ma quindi, come misurare la velocità ADSL? La cosa migliore è utilizzare uno speed test su Internet, come quello di SOSTariffe.it, che si basa sulla tecnologia di Ookla, leader mondiale per la diagnostica di rete e per la definizione degli standard che ne definiscono la performance. Per prima cosa sarà necessario assicurarsi che la propria ADSL possa funzionare “a piena potenza”: quindi bisogna scollegare tutti i dispositivi diversi da quello con cui si effettuerà l’indagine (di solito il PC o lo smartphone), quindi i vari apparecchi in grado di dialogare con la rete di casa tramite Wi-Fi: dalla smart tv ai tablet, dagli assistenti vocali come Alexa ai sistemi di allarme basati su Internet e così via.

A questo punto è meglio cancellare anche la cache del proprio browser e chiudere tutte le altre applicazioni (senza dimenticare gli applicativi cloud, VoIP o tv streaming, come ad esempio Dropbox che continua a funzionare “in background” anche se non lo stiamo usando in questo momento). Inserendo ora il nome del proprio Comune e, se la si ricorda, anche la velocità nominale della propria connessione (quella pubblicizzata dall’operatore telefonico), si avrà in brevissimo tempo la misurazione della velocità della propria ADSL, e non solo: anche le offerte riguardanti il provider più veloce nel Comune di riferimento, con le proposte più convenienti dal punto di vista del rapporto tra velocità di navigazione e prezzo. 

Come interpretare i dati di misurazione della velocità ADSL 

Sono diverse le variabili che concorrono a formare quelle che possono definirsi le “prestazioni” di una connessione Internet. Si è già parlato della velocità di download (ovvero l’ampiezza della banda che viene sfruttata per scaricare informazioni dalla rete) e quella di upload (l’ampiezza della banda utilizzata per inviare informazioni dai computer alla rete). Ma ci sono anche:

  • Il ping, ovvero il tempo in millisecondi che un pacchetto dati standard impiega per raggiungere il modem e tornare indietro;
  • Il jitter, cioè la differenza tra i ping effettuati. Un valore basso è essenziale per tutti quegli impieghi in cui la reattività è importante, ad esempio i videogiochi online;
  • La performance per categoria riassume i risultati dello speed test e permette di capire se si può utilizzare l’attuale connessione per gli impieghi più onerosi, come lo streaming ad alta (o altissima) risoluzione, la telepresenza per la DAD o per lo smart working, i videogames e così via. In questo modo si può capire se la velocità è sufficiente per i propri scopi o se è meglio cominciare a guardarsi intorno e optare per una soluzione più performante.

Attenzione, però, a essere sicuri che il dato ottenuto sia effettivamente indicativo: a volte basta essersi dimenticati di avere un file di grandi dimensioni in upload o download (ad esempio l’aggiornamento automatico delle app sullo smartphone, connesso alla rete di casa con il wireless, o il caricamento automatico delle foto sul cloud) per spiegare una performance stranamente carente rispetto al solito. 

Che cosa fare quando la velocità dell’ADSL è troppo bassa 

Come si è detto prima, l’ADSL è una tecnologia ancora molto diffusa ma che è destinata via via a essere sostituita dalla fibra. Questo perché lo stesso fattore che ha permesso la sua diffusione capillare e rapida (ovvero la possibilità di utilizzare un preesistente impianto telefonico) è anche la fonte della sua debolezza: la trasmissione su rame, infatti, è la più propensa ad essere disturbata (quello che in gergo si definisce “rumore”, che limita la velocità e la stabilità della connessione), a soffrire di problemi di congestione della rete (quando, soprattutto in certi periodi della giornata, tante persone si connettono insieme, diminuendo le performance complessive) e, in ultima analisi, a non poter superare dei limiti fisici che sono ormai stati resi obsoleti dalle nuove tecnologie. In altre parole, è inutile avere una smart tv ultimo modello, in grado di trasmettere a 4K, se si ha un’ADSL un po’ barcollante che permette al massimo di far vedere Netflix in SD. La fibra ottica dedicata, invece, permette tutt’altre prestazioni, e così fare il 5G per Internet mobile quando diverrà lo standard più usato, tra qualche mese.

Se si decide di cambiare connessione, la scelta è tra diversi tipi di fibra, ovvero i seguenti:

  • FTTC, ovvero Fiber to the Cabinet o “fibra mista rame”. Con questa tecnologia (detta anche FTTS, Fiber to the Street) la fibra ottica arriva fino alla centralina comune, l’armadio stradale, e da lì in poi raggiunge le case degli utenti utilizzando la linea telefonica in rame. Permette di raggiungere velocità in download fino a 300 Mbit/s o 100 Mbit/s (a seconda della tecnologia), ma è una situazione che va studiata caso per caso: se l’armadio stradale è troppo lontano dalla casa dell’utente, infatti, e la rete ha un lungo tratto su rame, le prestazioni effettive, al di là di quanto dichiarato, possono essere molto simili a quelle di un’ADSL.
  • FTTH, ovvero Fiber to the Home. È la “vera fibra”, ovvero quella che arriva direttamente in casa dell’utente: raggiunge 1 Gbit/s in download (ma si parla già di fibra a 3 Gbit/s, quattrocento volte più veloce di un’ADSL da 8 Mbit/s), è stabile e non ha problemi di latenza, ed è quindi il top per le connessioni, ma richiede un intervento da parte dei tecnici in casa e non è sempre disponibile dappertutto (anzi, ancora oggi è soprattutto una prerogativa dei grandi centri abitati).
  • FWA, ovvero Fixed Wireless Access. È la tecnologia che è emersa in questi mesi, e che unisce la rapidità della fibra (anche se non con la stessa velocità e affidabilità della FTTH) con la capillarità e le prestazioni di Internet mobile (4G e in futuro 5G): anche qui la fibra arriva fino a un punto fisso e poi da lì, attraverso la rete mobile, in casa dell’utente. Non solo non è più necessario un intervento di collegamento del filo, ma visto che non c’è bisogno nemmeno dell’impianto telefonico standard si possono raggiungere anche tutte quelle zone remote – come le isole o le località di montagna, o semplicemente i piccoli centri isolati – dove la linea non arriva. Le velocità sono paragonabili a quelle della fibra FTTC ma in futuro cresceranno.
  • Da considerare infine le soluzioni wireless, che hanno prestazioni nominalmente simili a quelle di un’ADSL o superiori ma, alla prova effettiva, sono molto più aderenti al valore massimo dichiarato; in questo caso però è necessario avere lo spazio per ospitare un’antenna che riceva il segnale, come accade con il WiMax.  

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