Quanto aumenta la corrente nel 2022?


Gli aumenti del costo dell’energia elettrica nel 2022 sono stati senza precedenti, e gli italiani si sono trovati a dover fare i conti con bollette molto più alte, proprio in concomitanza con un’estate caldissima e con i climatizzatori pronti a essere accesi. Sono diverse le cause – su tutte, la guerra tra la Russia e l’Ucraina – che hanno portato a un prezzo così elevato della materia prima energia, e al momento è ancora difficile prevedere quando finirà questa crisi energetica. Vediamo se si può fare il punto con maggior precisione su quanto aumenta la corrente nel 2022 e i possibili rimedi per ovviare a una situazione tanto pesante.

Caro bollette

Perché è aumentato il costo dell’energia elettrica nel 2022?

In parte, si può dire che gli aumenti del costo della luce (e del gas) fossero già previsti a partire dal 2021, quando ancora nessuno poteva immaginare il rapido precipitare della crisi politica tra la Russia e l’Ucraina. Colpa della pandemia, o meglio della rapida ripresa della produzione industriale dopo la fine dei momenti più duri del lockdown: la richiesta repentina di energia elettrica da parte delle aziende che riaprivano dopo settimane o mesi d'inattività ha provato, secondo i principi del mercato, un rapido aumento del costo dell’energia, vista l’improvvisa scarsità di questa risorsa. 

Un riflesso di questa situazione si è visto con l’aumentare dei prezzi per l’emissione di CO2: com’è noto, infatti, le aziende pagano per il “diritto” a inquinare, acquistando certificati che possono essere a loro volta oggetto di scambio. Vista la crescente rarità dei certificati con la riapertura quasi simultanea delle industria, il loro prezzo è schizzato verso l’alto, rendendo ancora più onerosa la produzione.

Ma il fatto più grave anche per quanto riguarda la crisi energetica è stato certamente il conflitto tra Russia e Ucraina, visto che l’Italia, insieme ad altri Paesi Ue, ha condannato l’invasione russa e ha applicato pesanti sanzioni contro Mosca, che a sua volta ha replicato con un taglio delle forniture di gas. Il gas naturale, va ricordato, è utilizzato per la produzione di circa un quarto dell’energia elettrica mondiale.

Per tirare le somme, in sei mesi circa del 2021 i rincari delle bollette sono stati del +55% per le bollette della luce e +40% per le bollette del gas. In questo momento dell’anno, senza spese di riscaldamento, è la corrente elettrica a rappresentare la spesa più onerosa, soprattutto per l’uso dei condizionatori d’aria destinato a portare un po’ di refrigerio nella torrida estate 2022; quest’inverno ovviamente le proporzioni si invertiranno, quando sarà soprattutto il bisogno di gas per riscaldare gli ambienti a mettere in difficoltà il nostro Paese, tanto più che c’è il rischio di una vera carenza di materia prima alla quale si potrebbe rispondere solo con un razionamento. 

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Quali sono i costi dell’energia elettrica?

Fino a qualche mese fa, prima che cominciassero a concretizzarsi i rincari, la materia prima (sia energia elettrica che gas) era responsabile circa per il 50% del totale di una bolletta “tipo”. Oggi proprio a causa di questi aumenti la proporzione è radicalmente cambiata, e l’incidenza del costo della materia prima si fa sentire molto di più, come mostra la seguente tabella con dati relativi al secondo trimestre, appena concluso, del 2022 (dati ARERA):

Voce Valore percentuale bolletta luce Valore percentuale bolletta gas
Materia prima (energia/gas) 79,7% 92,24%
Spesa per il trasporto 9,3% 15,94%
Oneri di sistema 0% -26,95%
Imposte e IVA 11% 18,77%

Come si evince dalla tabella, il rialzo del costo della materia prima, luce o gas, è stato parzialmente contrastato dalla riduzione degli oneri di sistema e dai bonus che li hanno azzerati o addirittura, come nel caso del gas, hanno costituito un aiuto finanziario per diverse famiglie, come parte delle misure stabilite dal Governo per far fronte all’aumento dei prezzi. 

Come si calcolano i costi dell’energia elettrica?

Se il ruolo della materia prima è chiaro – si tratta dell’energia elettrica e del gas per così dire “grezzi”, divisa in una quota fissa e in una quota variabile in base al consumo – è forse necessaria qualche parola in più sulle altre voci. 

  • La spesa per il trasporto include tutti i costi legati alla distribuzione della materia prima e alla sua trasmissione nella rete nazionale, nonché alla gestione del contatore che misura i consumi dell’utente, sia questo un privato o un’azienda. Questo valore è fisso e stabilito dall’autorità, l’ARERA, per la luce, mentre per quanto riguarda il gas è variabile a seconda della regione in cui si trova l’utenza.
  • Gli oneri di sistema sono invece i costi, sia variabili che fissi, che finanziano le energie rinnovabili e altri scopi considerati dallo Stato italiano come meritevoli di sostegno, come ad esempio le agevolazioni per il sistema ferroviario. È proprio qui, come si è visto, che il Governo Draghi ha deciso d'intervenire con maggior forza, azzerando tali oneri fino a giugno 2022, per poi rinnovare la misura anche per il terzo trimestre dell’anno – cioè fino a settembre 2022 – con il Decreto Aiuti. 
  • Per quanto riguarda infine le imposte, sono le tasse che si applicano sulla quantità di energia che viene consumata dall’utente, con diverse aliquote a seconda che si tratti di consumi civili o consumi industriali, in particolare per le cosiddette imprese energivore, che per la loro alta richiesta di energia sono sottoposte a sollecitazioni ancora più onerose a causa dell’andamento dei prezzi. Inoltre c’è anche l’IVA che si applica sul costo totale del servizio, e anche qui c’è stato un abbassamento dell’aliquota in seguito a intervento governativo fino al 5%. 

Le misure del Governo italiano contro gli aumenti delle bollette

Il cosiddetto Decreto Bollette dello scorso aprile, con le proroghe previste nel più recente Decreto Aiuti, rappresenta lo sforzo maggiore del governo per evitare che l’aumento della corrente e del gas nel 2022 possa rappresentare per gli italiani un vero e proprio salasso. Come si è detto la misura forse più importante è stata l’azzeramento degli oneri di sistema, che vale sia per le utenze domestiche e non in bassa tensione (con una potenza quindi fino a 16,5 kilowatt) sia per le utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, anche per media o altissima tensione, oppure per l’illuminazione pubblica o la ricarica di veicoli elettrici. Le misure riguardano anche l’IVA al 5% per le somministrazioni di gas metano sia per usi civili che per usi industriali.

È stato inoltre rafforzato il bonus sociale, rivolto ai nuclei familiari con ISEE inferiore ai 12.000 euro annui o a quelli numerosi (almeno quattro figli) non superiori a 20.000 euro annui, oltre ai fruitori di pensione e reddito di cittadinanza e agli utenti con patologie gravi e certificate che necessitano di apparecchi elettrici di tipo medico. L’importo, che varia a seconda di una serie di fattori (dal numero di componenti del nucleo familiare alla zona climatica del punto di fornitura), viene accreditato direttamente in bolletta (ecco il motivo della percentuale “negativa” per gli oneri di sistema nella tabella più in alto).

Fanno pare degli interventi anche la rateizzazione per il pagamento delle bollette in 10 rate mensili e il credito d’imposta destinato alle imprese energivore nonché per quelle a forte consumo di gas naturale, le più colpite dagli aumenti. Altre misure, infine, hanno riguardato gli aiuti al settore del fotovoltaico, visto che l’unico modo a lungo termine per mettersi al sicuro da simili rincari è proprio quello di puntare sempre di più sulle energie rinnovabili e non dipendere dalla materia prima acquistata all’estero.

 

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