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Assicurazioni consulenti del lavoro: RC professionali a confronto

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Assicurazione professionale Consulenti del Lavoro

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Sottoscrivere un’assicurazione professionale che includa la copertura di Responsabilità Civile è obbligatorio per tutti i consulenti del lavoro iscritti all’apposito Albo professionale. Si tratta di un elemento essenziale per poter svolgere la propria attività professionale nel rispetto della normativa vigente.

 

Cos'è l'assicurazione professionale per consulenti del lavoro e a cosa serve

Grazie alla polizza RC per consulenti del lavoro, il professionista potrà contare su di un’importante tutela assicurativa che andrà a coprire eventuali richieste di risarcimento danni presentate da terzi e correlate a possibili errori, omissioni o negligenze del professionista.

Sottoscrivere una polizza di questo tipo, quindi, oltre ad essere un obbligo può essere considerato anche come una vera e propria necessità. La polizza, infatti, va a proteggere il professionista da possibili danni, anche ingenti, al patrimonio finanziario.

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Questa particolare tipologia di assicurazione presenta una lunga serie di vantaggi, andando a coprire integralmente le attività del professionista (si tratta di una polizza “All Risk”) che, quindi, può minimizzare i rischi legati a possibili richieste di risarcimento da terzi.

Senza una polizza attiva, oltre a violare un obbligo normativo, si rischierà di fare i conti con un danno economico considerevole.

Come tutte le altre polizze RC professionali, anche l’assicurazione per consulenti del lavoro presenta limitazioni e esclusioni specificate, chiaramente, dalle condizioni contrattuali.

Da notare, inoltre, che per i professionisti che non sottoscrivono una polizza RC valida e continuano ad esercitare la professione sono previste sanzioni anche molto pesanti.

 

Per chi è obbligatoria

La normativa, in vigore dal 2013, prevede l’obbligo per tutti i professionisti iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di sottoscrivere una polizza assicurativa specifica per poter esercitare l’attività lavorativa nel rispetto della legge.

Quest'obbligo è valido sia per il singolo libero professionista che per chi svolge l’attività professionale per uno Studio Associato o per altre forme di associazione professionale.

In questo caso, la copertura assicurativa copre il professionista (socio, collaboratore, partner etc.) solo ed esclusivamente per le attività svolte in nome e per conto dell’entità associativa che ha attivato la polizza.

Qualsiasi altra attività professionale eseguita al di fuori di questo contesto, ad esempio come libero professionista, necessiterà di una copertura assicurativa specifica.

 

Cosa copre la polizza RC professionale consulenti del lavoro?

La polizza RC professionale per consulenti del lavoro garantisce all’assicurato la possibilità di poter contare su di una copertura assicurativa correlata ad una possibile richiesta di risarcimento danni presentata da terzi e legata ad un errore o ad una negligenza del professionista.

In sostanza, quest’assicurazione garantisce una considerevole tutela assicurativa al consulente del lavoro che, senza tale copertura, correrebbe il rischio di dover far fronte di tasca propria ad una qualsiasi richiesta di risarcimento in arrivo da terzi, danneggiati da un errore del professionista.

Grazie a questa assicurazione, quindi, si minimizzerà il rischio di subire un danno al patrimonio finanziario derivante da una richiesta di risarcimento proveniente da terzi.

Oltre ad essere un obbligo, quindi, quest'assicurazione rappresenta una tutela essenziale che riduce al minimo i rischi della professione.

 

La polizza Claims Made e la clausola di retroattività per i consulenti del lavoro 

La polizza per consulenti del lavoro è di tipo “Claims made”. Questa copertura assicurativa copre qualsiasi richiesta di risarcimento presentata durante il periodo di validità della polizza anche se l’evento che ha generato tale richiesta è avvenuto prima della sottoscrizione.

Questa tipologia di polizza, infatti, presenta una clausola di retroattività che va a coprire un preciso periodo di tempo antecedente alla data di stipula del contratto assicurativo garantendo, quindi, una tutela maggiore al professionista.

Il periodo di retroattività può variare a diversi elementi. Solitamente, le compagnie assicurative includono un periodo di retroattività di due anni.

A richiesta, in ogni caso, è possibile estendere tale periodo sino ad arrivare ad una retroattività illimitata, un’opzione che, di fatto, estende la validità della polizza a tutta la carriera pregressa del professionista.

Con questo tipo di assicurazioni,  l’assicurato potrà anche sul rimborso delle spese legate ad eventuali procedimenti giudiziali connessi alla richiesta di risarcimento (l’entità del rimborso legato alla tutela legale può presentare dei vincoli e dei massimali ben precisi chiariti nelle condizioni contrattuali).

 

L'estensione della polizza assicurativa 

Per i consulenti del lavoro, considerando le caratteristiche di questa professione, le compagnie assicurative, solitamente, propongono diverse opzioni per estendere la tutela assicurativa e modularla sulla base dell’effettività attività svolta dal professionista che va a sottoscrivere la polizza.

Tra le possibili estensioni alla copertura assicurativa della polizza RC per consulenti del lavoro troviamo opzioni legate all’attività di revisore dei conti, di amministratore e di Sindaco. A seconda dell’estensione che si va ad attivare, andrà a cambiare il tipo di tutela assicurativa garantito dalla polizza ed il suo costo.

 

Limiti ed esclusioni

Una polizza RC professionale per consulenti del lavoro presenta una copertura di tipo “All Risk” ma è soggetta alla presenza di precise esclusioni contrattuali, chiaramente illustrate nell’apposita sezione della documentazione contrattuale (da leggere sempre con estrema attenzione prima di procedere all’attivazione della polizza).

Di norma non sono coperti atti illeciti commessi prima della sottoscrizione della polizza (anche se compresi nel periodo di retroattività) nel caso in cui venga dimostrato che l’assicurato era a conoscenza dell’accaduto al momento della stipula del contratto assicurativo.

Tra le clausole di esclusione troviamo anche tentativi di frode o atti dolosi di vario tipo e qualsiasi tipo di danno procurato da un assicurato non iscritto all’Albo professionale, un elemento che rappresenta un requisito essenziale per poter svolgere la propria attività lavorativa nel rispetto della normativa.

Ogni polizza assicurativa presenta, quindi, specifiche esclusioni. Di conseguenza, è importante valutare con attenzione quali sono gli scenari in cui la copertura garantita dall’assicurazione non vale e, quindi, l’eventuale richiesta di risarcimento del danno non sarà gestita dalla compagnia assicurativa ma dovrà essere coperta interamente dal professionista assicurato.

 

Il massimale modulabile e la franchigia

Le assicurazioni professionali per consulenti del lavoro presentano, inoltre, diversi limiti contrattuali legati all’importo del risarcimento che la compagnia andrà a versare ai terzi danneggiati dall’assicurato.

In primo luogo, c’è da considerare il massimale. Questo parametro rappresenta l’importo massimo che una compagnia può erogare come risarcimento del danno. Nel caso in cui la richiesta di risarcimento risultasse maggiore al massimale, la differenza tra i due dati dovrà essere coperta dal professionista che, quindi, subirà un ingente danno economico.

Il massimale è modulabile dall’assicurato sulla base di una serie di valutazioni personali legati, in particolare, ai rischi correlati alla propria attività professionale. In generale, ad un massimale più alto corrisponde una tutela assicurativa maggiore ed un premio della polizza più alto.

Per risparmiare è possibile ridurre l’importo del massimale. In questo modo però ci si esporrà ad un rischio maggiore in quanto aumenteranno le probabilità di dover fare i conti con una richiesta di risarcimento superiore al massimale con un conseguente danno economico per l’assicurato.

Un altro elemento che va a limitare la tutela assicurativa per consulenti del lavoro è la franchigia, un valore che rappresenta l’importo minimo del risarcimento che la compagnia assicurativa andrà ad erogare.

Nel caso in cui il risarcimento danni risulterà inferiore alla franchigia, il professionista dovrà provvedere in autonomia al suo pagamento. Il valore della franchigia si basa su diversi elementi, come ad esempio il fatturato annuo del professionista.

La polizza RC potrebbe contenere, inoltre, una clausola di scoperto, ovvero una percentuale del risarcimento che, a prescindere dall’importo, sarà sempre a carico dell’assicurato.

L’analisi di parametri come il massimale e la franchigia è un aspetto fondamentale per la valutazione della convenienza di una determinata polizza professionale. Un valore troppo alto della franchigia o troppo basso del massimale, pur andando ad abbassare il prezzo della polizza stessa, rischiano di ridurre notevolmente la copertura assicurativa.

 

Sanzioni

Per esercitare la sua professione, un consulente del lavoro deve poter contare su di una polizza RC professionale attiva. La mancata sottoscrizione di tale polizza rappresenta una violazione della normativa è, di conseguenza, comporterà per il professionista una serie di sanzioni.

il compito di verificarne la presenza è dell’Ordine professionale di riferimento e in caso di assenza, deve procedere con l’applicazione di una sanzione che dovrà essere collegata all’effettiva entità della violazione.

La sanzione “base” per chi non rispetta l’obbligo normativo è di tipo pecuniario e l’importo viene stabilito dall’ente predisposto alla verifica sulla base del principio di proporzionalità.

Oltre ad una sanzione pecuniaria, nei casi più gravi, è prevista la sospensione temporanea dalla professione.

La pena massima prevista per il mancato rispetto dell’obbligo di sottoscrizione di una polizza RC professionale è, infine, rappresentata dalla radiazione dall’albo dei professionisti di riferimento che, di fatto, impedirà al professionista di poter continuare ad esercitare la sua attività lavorativa nel rispetto della normativa vigente.

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