Vaccini India: quali fare prima di partire


“La situazione sanitaria è da considerarsi a rischio”: queste le parole sulla pagina web dedicata all’India del sito viaggiaresicuri.it.

Prima di parlare di vaccini da fare in caso di viaggio in India, vediamo allora che cosa dice la Farnesina (il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale) in fatto di malattie.

Ci limitiamo a riportare quanto indica il ministero, senza inutili allarmismi, premettendo che un viaggiatore italiano, se vuole recarsi in India, non è obbligato a effettuare nessun tipo di vaccinazione.

Malattie: la situazione

In sintesi, prima di passare ai vaccini, i rischi per la salute.

  • La malaria, come pure dengue e chikungunya, malattie trasmesse tramite la puntura delle zanzare, sono endemiche, specialmente nelle regioni meridionali e orientali dell’India. E si acuiscono nel periodo monsonico e post-monsonico.

  • Da inizio 2015, l’India ha subìto una rapida recrudescenza del virus H1N1, responsabile dell’influenza suina, che ha già contagiato diverse migliaia di persone, provocando il decesso di centinaia di individui. I sintomi sono analoghi a quelli delle influenze stagionali: comprendono febbre, cefalea, tosse, mal di gola e dolori muscolari. Il virus dell’influenza suina è assai contagioso e si trasmette per via aerea attraverso tosse e starnuti di individui infetti.

  • Esiste un notevole rischio di gastroenteriti (amebiasi, salmonellosi), e la possibilità di focolai di tifo, meningite ed encefalite giapponese (specie nel periodo monsonico) e sindrome da encefalite acuta. Anche il colera è endemico, con possibili focolai epidemici, come pure la poliomielite.

Vaccini: quali fare

Prima del viaggio è opportuno consultare la competente ASL sulla necessità di effettuare vaccinazioni o profilassi del caso. In genere, previo parere medico, sono consigliate le vaccinazioni contro:

  • la difterite;

  • l’epatite A e B;

  • il tifo,

  • la tubercolosi;

  • la polio.

Inoltre, sono suggeriti il richiamo antitetanico e, particolarmente per chi viaggia durante la stagione calda (da maggio a settembre) e soggiorna in zone rurali, la meningite e l’encefalite giapponese.

Per quanto riguarda la profilassi antimalarica, la vaccinazione contro l’encefalite giapponese (difficilmente reperibile in Italia) e la meningite sono consigliate solo per chi soggiorna a lungo nel periodo monsonico e post-monsonico nelle zone a rischio e in particolare quelle rurali.

Si suggerisce di contattare il proprio medico o strutture sanitarie per ulteriori consigli del caso.

Non per chi arriva dall’Italia

Ogni persona proveniente da Africa, America Latina, Papuasia e Nuova Guinea (con l’eccezione dei neonati sotto i nove mesi) deve presentare un certificato di vaccinazione per la febbre gialla.

Chi è senza un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla viene mantenuto in isolamento per un periodo massimo di 6 giorni se la persona arriva entro 6 giorni dalla partenza da un'area con rischio di trasmissione di febbre gialla, o ha transitato in quell’area.

Eccetto i passeggeri e membri dell'equipaggio che, mentre si trovavano in transito in un aeroporto situato in un'area a rischio di trasmissione di febbre gialla, sono rimasti all'interno dei locali aeroportuali durante durante tutto il periodo del transito.

In isolamento anche chi arriva su una nave che è partita o ha fatto scalo in un'area a rischio di trasmissione di febbre gialla nei 30 giorni precedenti l'arrivo in India, a meno che questa nave sia stata sottoposta a disinsettazione seguendo le procedure previste dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Idem chi arriva su un aereo che sia stato in un'area a rischio di trasmissione di febbre gialla e non sia stato sottoposto a disinsettazione.

È richiesto un certificato di vaccinazione orale contro la polio almeno 4 settimane prima della partenza per i viaggiatori residenti in paesi endemici per polio (Afghanistan, Nigeria, e Pakistan) e nei paesi con circolazione di poliovirus a seguito di importazione (Etiopia, Kenya, Somalia, Repubblica Araba della Siria, e Repubblica Democratica del Congo).

Prevenzione anti-sfortuna

La situazione sanitaria in India è ad alto rischio, per cui i turisti in visita dovranno munirsi di una valida assicurazione sanitaria per via delle strutture poco adeguate.

Questa è bene che preveda l'eventuale rimpatrio aereo sanitario oppure il trasferimento in un altro Paese per le cure mediche. In generale, è opportuno valutare le assicurazioni viaggio.

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Informarsi, sempre

È sempre consigliabile consultare il proprio medico curante per di valutare insieme la necessità o meno di intraprendere un piano di vaccinazione personale o una profilassi, che tenga conto, oltre che dello stato di salute generale, anche della tipologia e della durata del viaggio.

L'esistenza di particolari condizioni, tra cui regimi terapeutici o gravidanza, potrebbero, infatti, sconsigliare viaggi in zone con situazioni climatiche e ambientali diverse da quelle abituali, o controindicare la profilassi farmacologica o vaccinale.

Prevenire la malaria

La malaria, la dengue, la chikungunya, Zika, la "Rift Valley" sono tipi di malattie che vengono trasmesse all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette.

Per queste malattie non esistono, al momento, vaccini specifici. Solo per la malaria, l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia una profilassi con farmaci diversi, secondo l'area geografica in cui ci si reca, che devono essere prescritti dal medico curante.

Pertanto, in assenza di ulteriori raccomandazioni, si consiglia l'adozione di misure preventive da adottare durante la permanenza nei Paesi dove sono presenti queste malattie onde evitarne il contagio.

  • Indossare abiti di colore chiaro (i colori scuri e accesi attirano gli insetti) con maniche lunghe e pantaloni lunghi, che coprano la maggior parte del corpo.

  • Evitare l'uso di profumi (attirano gli insetti).

  • Applicare sulla pelle esposta sia di giorno che di notte, prodotti repellenti per gli insetti a base di n,n-dietil-n-toluamide (DEET, prodotto non indicato per i neonati con età inferiore ai tre mesi) o di kbr (noto anche come bayrepel o icaridina/picaridina), ripetendo l'applicazione in caso di sudorazione intensa ogni 2-3 ore. I repellenti per gli insetti e gli insetticidi a base di piretroidi possono essere spruzzati direttamente sugli abiti.

  • Alloggiare in stanze dotate di condizionamento d'aria o, in mancanza di questo, di zanzariere alle finestre, curando che queste siano integre e ben chiuse.

  • Usare zanzariere sopra il letto, rimboccandone i margini sotto il materasso, verificandone le condizioni e controllando che non ci siano zanzare al loro interno; è utile impregnare le zanzariere con insetticidi a base di permetrina.

  • Spruzzare insetticidi a base di piretro o di permetrina nelle stanze di soggiorno o utilizzare diffusori di insetticida operanti a corrente elettrica.

  • In caso di stati febbrili, non assumere aspirina o prodotti derivati (controindicati in caso di dengue) senza aver prima consultato un medico al riguardo.

Dopo il viaggio in India

Se al ritorno dall’India, si accusa febbre (che può manifestarsi dopo alcuni giorni/settimane della data del rientro) è bene riferire sempre, al proprio medico curante/ospedaliero, dell'avvenuto viaggio/soggiorno, affinché si possano tempestivamente effettuare i test diagnostici del caso.

Virus Zika: saperne di più

L'infezione da virus Zika, contratta in gravidanza, può essere trasmessa dalla madre al feto e causare nello stesso la sindrome congenita da virus Zika, caratterizzata da microcefalia e altre malformazioni congenite, oppure può causare altre complicazioni della gravidanza, come nascita prematura e aborto spontaneo.

La febbre da virus Zika è stata inoltre associata ad un maggior rischio di complicazioni neurologiche sia negli adulti che nei bambini, come la sindrome di Guillain-Barré, neuropatie e mielite.

Il virus Zika si diffonde generalmente attraverso la puntura di una zanzara infetta del genere Aedes, la stessa che trasmette il virus della febbre gialla, della dengue e della chikungunya, ma può essere trasmesso anche per via sessuale e dalla madre al feto. L

a zanzara tigre (Aedes albopictus), presente nel nostro territorio, potrebbe trasmettere il virus Zika.

Il virus Zika appartiene al genere Flavivirus ed è molto simile ad altri virus come quelli della dengue, della febbre gialla, dell'encefalite giapponese e del Nilo occidentale. È stato isolato nel 1947 nelle scimmie in Uganda e nel 1952 nelle persone in Uganda e in Tanzania.

Nella maggior parte dei casi l'infezione è asintomatica. Le manifestazioni cliniche della malattia, quando presenti, sono in genere simili a quelle di dengue e chikungunya. Si tratta di sintomi lievi come febbricola, eruzioni cutanee (soprattutto maculo-papulari), malessere, congiuntivite, mal di testa, dolori articolari e muscolari, che generalmente persistono per 2-7 giorni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che l’infezione da virus Zika durante la gravidanza può causare la sindrome congenita da virus Zika caratterizzata da gravi anomalie cerebrali, inclusa la microcefalia, o altri difetti congeniti, oppure altre patologie, come l’aborto spontaneo. Il virus Zika può, inoltre, innescare la sindrome di Guillain-Barré.

Come si trasmette

Il virus si trasmette con la puntura delle zanzare del genere Aedes, lo stesso vettore che trasmette la dengue o la chikungunya. È inoltre possibile la trasmissione per via sessuale.

Il virus Zika può essere trasmesso anche dalla madre infetta al feto durante la gravidanza o nel periodo perinatale, oppure attraverso trasfusioni di sangue e emocomponenti, cellule organi e tessuti.

Per quanto riguarda l’allattamento, il virus Zika è stato rilevato nel latte materno, ma non vi è attualmente alcuna prova che il virus si trasmetta ai neonati attraverso l'allattamento al seno. Si ricorda che l’OMS raccomanda l'allattamento esclusivo al seno per i primi 6 mesi di vita.

Zika: terapia

La malattia da virus Zika è generalmente relativamente lieve e non necessita di trattamento specifico.

Il trattamento sintomatico consiste nel riposo, bere grande quantità di liquidi, alleviare il dolore, abbassare la febbre. Se i sintomi peggiorano consultare il medico.

Le donne in gravidanza che sospettano di aver contratto l’infezione in base a recenti viaggi in zone infette o che sviluppano sintomi compatibili con l’infezione, dovrebbero rivolgersi al loro medico per ottenere un’adeguata assistenza ed effettuare eventuali approfondimenti diagnostici.

Qualche consiglio in più

Il sito ilgirodelmondo.it (Centro di medicina dei viaggi della divisione "A" di malattie infettive dell'ospedale Amedeo di Savoia di Torino) fornisce qualche informazione preziosa che riguarda l’India.

  • Malaria. Rischio presente tutto l'anno in tutto il paese, incluse le zone urbane, eccetto in alcune aree montagnose degli stati di Himachal Pradesh, Jammu, Kashmir, Sikkim al di sopra dei 2000 metri. La trasmissione varia da una regione all'altra. Rischio basso nei centri urbani e a sud della linea che unisce Madras, Bangalore e Mangalore. Le città di Mumbai e Delhi non sono libere da rischio in quanto la malaria è registrata nelle zone più povere (slums) e pertanto il rischio di contagio è presente, seppure basso, anche nelle altre zone cittadine.

  • Carbonchio. Questa malattia si acquisisce per contatto con materiale animale infetto: l'esposizione professionale riguarda la lavorazione di lane ovine o caprine e dei pellami, così come il contatto fortuito con carcasse di animali morti per carbonchio. I soggetti che, per la loro attività, corrano un maggior rischio di esposizione, debbono ricorrere a un adeguato abbigliamento protettivo.

  • Diarrea. Evitare il consumo di bevande non imbottigliate, ghiaccio, gelati artigianali, cibi crudi o poco cotti (carne, pesce, crostacei, molluschi, uova, verdura e frutta non pelabili, latte e derivati), conservati e riscaldati o venduti per strada. Potabilizzare l'acqua mediante bollitura o con iodio o cloro.

Assistenza medica: che cosa fare

  • Secondo eda.admin.ch (Dipartimento federale affari esteri della Svizzera), al di fuori delle grandi città, in India l’assistenza medica non è sempre garantita.

  • Potrebbe rivelarsi utile portare con sé materiale per fasciature e siringhe monouso. Le persone con un fattore Rh negativo possono avere problemi a ottenere una trasfusione. Nel limite del possibile è consigliato scegliere ospedali privati, poiché meglio equipaggiati di quelli statali. Tuttavia, molti di ospedali privati richiedono una garanzia finanziaria prima di curare i pazienti.

  • Se si necessita di particolari farmaci, occorre prevederne una scorta sufficiente. Va ricordato tuttavia che in molti Paesi vigono prescrizioni particolari per portare con sé medicinali contenenti sostanze stupefacenti (ad esempio il metadone) e sostanze per la cura di malattie psichiche. Si consiglia di informarsi eventualmente prima del viaggio direttamente presso la rappresentanza estera competente (ambasciata o consolato) e di consultare la rubrica Link per il viaggio, dove figurano ulteriori informazioni su questo argomento e in generale sul tema viaggi e salute.

  • Medici e centri di vaccinazione informano in merito al diffondersi di malattie e alle possibili misure di protezione.

Pericoli naturali

In tutto il Paese si possono verificare terremoti; la regione settentrionale del Paese è da considerare particolarmente a rischio. Tsunami scaturiti da sismi nell’area del sudest asiatico possono raggiungere anche l’India. Ma ecco altri tre pericoli.

  • Durante il monsone estivo (da giugno a ottobre) sono frequenti intense precipitazioni, che possono provocare inondazioni, frane e valanghe di fango e detriti che causano danni alle infrastrutture. In particolare nelle vicinanze dei fiumi la situazione può cambiare molto rapidamente.

  • La costa orientale è regolarmente colpita da violenti uragani (soprattutto da ottobre a dicembre) che provocano allagamenti e devastazioni.

  • La circolazione può subire disagi per lunghi periodi. Si raccomanda di rimanere in contatto con la propria agenzia di viaggi e di prestare attenzione alle previsioni meteorologiche nonché agli avvisi e alle direttive delle autorità locali. Durante i percorsi di trekking farsi accompagnare da una guida locale esperta.

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