Sospensione polizza auto e moto: come si fa


L’assicurazione auto e l’assicurazione moto si possono sospendere: prima di spiegare come, è opportuno capire bene il funzionamento della Rc auto e della Rc moto obbligatorie.

sospensione rc auto o moto temporanea

Rca, quale obiettivo

In generale, come sottolinea l’Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici), la Rca è la copertura assicurativa più diffusa nel nostro Paese. La sua obbligatorietà serve a garantire tutela alle vittime di incidenti stradali. Allo stesso tempo, svolge l’importante funzione di tutelare il patrimonio personale e familiare di chi si è reso responsabile dei danni derivanti da un sinistro stradale, i quali possono essere anche molto ingenti: si arriva a milioni di euro in caso di lesioni pesanti. Ecco i punti base della Rca.

  • Innanzitutto il Codice delle Assicurazioni definisce quali veicoli devono essere assicurati. L’assicurazione Rca è obbligatoria per tutti i veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e rimorchi. E poi definisce dove: in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate.

  • Sono considerati in circolazione anche i veicoli in sosta su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate. L’assicurazione Rca copre i danni (fisici e materiali) causati a terzi non trasportati, i danni (fisici) dei trasportati a bordo del veicolo assicurato, e i danni (materiali) dei trasportati a bordo del veicolo assicurato non responsabile.

  • L’incidente stradale è definito dalla Convenzione di Vienna del 1968 come un evento in cui rimangano coinvolti veicoli, esseri umani o animali fermi o in movimento e dal quale derivino lesioni a cose, animali o persone.

  • La polizza di assicurazione della responsabilità civile auto è il documento che serve per provare l’esistenza del contratto di assicurazione, mediante il quale l’assicuratore si impegna a tenere indenne l’assicurato di quanto questi dovrebbe pagare, in caso di incidente, a titolo di risarcimento dei danni involontariamente cagionati a terzi e del quale risulta essere responsabile.

  • Il contraente è il soggetto che firma la polizza, si impegna a pagare il premio assicurativo ed esercita i diritti derivanti dal contratto. Contraente e proprietario assicurato di norma coincidono, ma possono anche essere persone diverse (assicurazione per conto altrui).

  • Il premio assicurativo non è altro che la somma di denaro pagata dall’assicurato alla compagnia assicuratrice che si obbliga a risarcire i terzi.

Sospensione della Rca: quando

Nel caso in cui vi sia una cessazione temporanea della circolazione si può chiedere la sospensione temporanea del contratto Rca e l’eventuale successiva riattivazione del contratto stesso. Di norma il contraente non deve fornire alcuna motivazione per ottenere la sospensione del contratto. Vediamo che cosa rammentare della sospensione.

  • Tutti i contratti Rc auto per le autovetture prevedono la possibilità della sospensione, non tutti la prevedono invece per le moto.

  • Dove il contratto lo consenta, è prevista la sospensione anche in caso di furto. In questo caso il contraente è tenuto a consegnare copia della denuncia di furto presentata all’Autorità competente e la sospensione ha decorrenza dal giorno successivo alla denuncia di furto.

  • Quando il contratto viene sospeso, il contraente deve restituire all’assicuratore il certificato di assicurazione e l’eventuale Carta Verde (per viaggiare all’estero): il veicolo è quindi privo di garanzia e non può circolare.

  • La sospensione consente di risparmiare, utilizzando in un momento successivo il premio Rca pagato.

Classe di merito e sospensione

La formula bonus-malus è la formula tariffaria più diffusa per le autovetture e i motocicli nella Rca, e si basa su di un meccanismo che premia gli automobilisti più disciplinati: a ogni scadenza annuale, il premio viene calcolato secondo una classe di merito determinata in base al fatto che, entro un determinato termine (cosiddetto periodo di osservazione), l’assicurato abbia provocato o meno incidenti.

La classe di merito, sia quella di provenienza sia quella di assegnazione per l’annualità successiva, deve essere indicata nell’attestato di rischio. Addentriamoci nella sospensione della Rca.

  • Nelle formule tariffarie di tipo bonus/malus, le classi di merito utilizzate non sono tutte uguali. Ogni impresa assicuratrice, infatti, ha un proprio meccanismo di calcolo del bonus/malus e di assegnazione delle classi di merito, dette anche “classi di merito contrattuali”, proprio perché inerenti allo specifico contratto in essere. Per rendere confrontabili le proposte assicurative Rca, esiste una tabella di Conversione Universale (CU), uniforme per tutto il settore assicurativo, nonché apposite regole evolutive di tali classi CU, che ricalcano il sistema di classi di merito e le regole evolutive vigenti prima della liberalizzazione del 1994.

  • Con l’entrata in vigore del decreto legge “Bersani bis”, la classe di merito indicata nell’ultimo attestato di rischio conseguito – che si riferisce al proprietario del veicolo - può essere mantenuta per un periodo di 5 anni.

  • Quando per la precisione si conserva la classe? Oltre che nell’ipotesi di cessazione del rischio assicurato (vendita del veicolo, furto, demolizione esportazione definitiva all’estero), anche nel caso di mancato rinnovo del contratto per mancato utilizzo del veicolo e nel caso di sospensione alla quale non sia seguita la riattivazione nel termine contrattuale (articolo 134, comma 3, del Codice delle Assicurazioni). In tali casi non è necessario che il contraente sia lo stesso: è indispensabile invece che il proprietario del veicolo sia sempre la stessa persona.

  • La durata massima del periodo di sospensione è di 5 anni. Nel caso in cui la sospensione abbia avuto durata inferiore ai tre mesi, la scadenza del contratto sospeso non viene modificata e il premio pagato e non goduto relativo al periodo della sospensione resta acquisito all’impresa.

Che cos’è la riattivazione

Dopo la sospensione, il cliente può chiedere la riattivazione della Rc auto e moto. Ecco i termini della questione.

  • Quando l’assicurato chiede la riattivazione del contratto per lo stesso veicolo oppure per altro veicolo di sua proprietà (o del coniuge in comunione dei beni), non oltre il termine massimo previsto nel contratto, l’assicuratore consegna nuovamente i documenti assicurativi e posticipa la scadenza della nuova polizza per un periodo uguale a quello della sospensione, effettuando l’eventuale conguaglio del premio Rca secondo la tariffa in vigore al momento della sospensione.

  • Se alla sospensione non segue la riattivazione nel termine massimo previsto nel contratto - perché nel frattempo il veicolo è stato venduto, demolito, esportato definitivamente all’estero oppure rubato - il contraente ha diritto a chiedere il rimborso della parte di premio pagata e non goduta al netto dell’imposta (12,5%) e del contributo al Servizio Sanitario Nazionale (10,5%).

  • Il diritto al rimborso del premio spetta al contraente anche nel caso in cui una delle circostanze elencate (vendita del veicolo o altro) si verifichi dopo che sia spirato il termine fissato dal contratto per la riattivazione, purché la richiesta di rimborso venga indirizzata all’assicuratore entro il termine di legge per la prescrizione dei diritti contrattuali.

Quali documenti ci sono

In caso di sospensione della Rca, vediamo i documenti in gioco.

  • A inizio 2016, l’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha eliminato la regola secondo cui la consegna del certificato di assicurazione Rca poteva avvenire esclusivamente in forma cartacea originale.

  • Attraverso questa modifica, la Vigilanza ha stabilito la facoltà per tutte le imprese di trasmettere il certificato, previo espresso consenso del contraente, su supporto durevole: per esempio tramite posta elettronica, app su smartphone, tablet.

  • La Rca va bene quindi in formato “digitale” stampabile, in alternativa alla consegna dell’originale cartaceo. Il ministero dell’Interno ha stabilito che, per effetto di questa modifica, in sede di controllo da parte delle Forze dell’ordine, può essere esibito agli organi di Polizia Stradale anche un certificato di assicurazione in formato digitale o una stampa non originale del formato digitale stesso. Così, il conducente non viene sanzionato per il mancato possesso dell’originale del certificato di assicurazione obbligatoria. E non deve esibire un certificato originale in formato cartacea in un momento successivo.

  • Dal 18 ottobre 2015 non si deve più esporre sul parabrezza della propria auto il contrassegno assicurativo, il tagliando cartaceo che certificava che un veicolo era assicurato per la responsabilità civile ed era in regola con i pagamenti.

  • A partire da quella data, il controllo della copertura assicurativa viene effettuato dalle Forze dell’Ordine attraverso la verifica della targa. Le Forze dell’Ordine verificano se il numero di targa è presente nella banca dati dei veicoli assicurati istituita presso la Motorizzazione Civile, direttamente nel corso di un posto di blocco.

Sospensione Rca per furto

Dove il contratto lo preveda, è prevista la sospensione della polizza Rca in caso di furto.

  • In questo caso il contraente è tenuto a consegnare copia della denuncia di furto presentata all’Autorità competente e la sospensione ha decorrenza dal giorno successivo alla denuncia di furto.

  • Per ottenere la sospensione il contraente è tenuto a restituire il certificato di assicurazione e la Carta Verde (per viaggiare all’estero), se ne è ancora in possesso.

  • Successivamente, può essere chiesta la riattivazione per altro veicolo di proprietà della stessa persona o del coniuge in regime di comunione dei beni. In questo caso, l’assicuratore consegna nuovamente i documenti assicurativi e posticipa la scadenza della nuova polizza per un periodo uguale a quello della sospensione, effettuando l’eventuale conguaglio del premio Rca secondo la tariffa in vigore al momento della sospensione.

  • In alternativa alla sospensione, l’assicurato può chiedere il rimborso del rateo di premio della garanzia di responsabilità civile relativo al periodo di assicurazione residuo, al netto delle imposte e del contributo al Servizio Sanitario Nazionale.

  • Alcune imprese applicano una norma contrattuale di maggior favore per gli assicurati, rimborsando “pro rata” anche le garanzie accessorie, sempre al netto delle imposte.

Sospensione: vietato circolare

Se la Rca è sospesa, l’auto non può circolare. Qualora circoli e causi danni, il proprietario del mezzo dovrà sborsare di tasca propria tutto il rimborso. E ci sono le multe da Codice della Strada.

  • Alla prima violazione, se la vettura circola senza Rca, la multa è di 868 euro, più il sequestro del veicolo.

  • Alla seconda infrazione nel biennio (due violazioni in due anni), il verbale è di 1.736 euro, più il taglio di cinque punti della patente e la sospensione della licenza da uno a due mesi.

Sospensione della patente: non confondersi

La parola “sospensione” è presente nel Codice della Strada anche quando si parla di patente: per fatti gravi, la licenza di guida viene momentaneamente ritirata. Verrà restituita dopo un certo numero di mesi. Questa sospensione non ha niente a che vedere con la sospensione della Rca.

Sospensione dei termini nella Rca: non confondersi

In caso di incidente, con la Rca attiva, il cliente compila il Modulo blu della constatazione amichevole. Anche qui si parla di sospensione, che non è la sospensione della Rca. Vediamola.

  • L’azione diretta è una peculiarità di questo tipo di contratti: il danneggiato può chiedere direttamente all’assicuratore il rimborso dei danni subiti. In altre parole l’impresa di assicurazione si sostituisce al responsabile dell’incidente nel risarcimento dei danneggiati secondo quanto stabilito nel contratto, evitando a questi ultimi il rischio di un’azione nei confronti dei soggetti responsabili, che potrebbero non disporre delle somme necessarie.

  • Se la richiesta di risarcimento è completa, la compagnia procede all’accertamento dei danni, alla determinazione del grado di responsabilità e alla formulazione dell’offerta di risarcimento nei termini stabiliti per legge oppure comunica il rifiuto, adeguatamente motivato, al risarcimento

  • Se la documentazione non è completa, l’assicurazione chiederà all’assicurato di integrare gli elementi mancanti. Qui c’è la sospensione dei termini di tempo. I termini per formulare l’offerta di risarcimento restano sospesi fino al ricevimento dell’ulteriore documentazione, per riprendere poi a decorrere, tenendo conto anche del periodo già intercorso tra la richiesta di risarcimento e la richiesta di integrazione di informazioni da parte dell’impresa.

  • Il danneggiato deve indicare sulla richiesta di risarcimento il luogo, i giorni e le ore in cui il veicolo danneggiato è disponibile per l’ispezione diretta dell’accertamento dei danni da parte dell’impresa di assicurazione. Il veicolo danneggiato deve essere messo a disposizione dell’impresa di assicurazione per non meno di cinque giorni non festivi.

  • Decorso tale termine, senza un accertamento dei danni da parte dell’impresa di assicurazione, il danneggiato può far riparare il veicolo che verrà liquidato previa presentazione della fattura. In ogni caso la compagnia di assicurazione può provvedere all’accertamento dei danni, anche sul veicolo già riparato, entro i termini per la formulazione dell’offerta di risarcimento (30 o 60 giorni).

  • Se il danneggiato si rifiuta di rendere disponibile il veicolo per l’accertamento dei danni, i termini per l’offerta risarcitoria rimangono sospesi. Qualora il danneggiato si avvalga della facoltà di non far riparare il veicolo danneggiato, la liquidazione del danno è comunque subordinata all’accertamento dei danni del veicolo.

  • L’impresa assicuratrice può chiedere al danneggiato che ha presentato richiesta di risarcimento per danni alla persona di sottoporsi ad una visita medico-legale presso un proprio medico fiduciario, nell’intento di accertare l’entità dei danni subiti a seguito dell’incidente stradale. Anche in questo caso, se il danneggiato si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti medico legali, i termini per la formulazione dell’offerta rimangono sospesi.

  • I termini entro cui l’assicurazione deve provvedere all’offerta o motivare il rifiuto sono: 30 giorni per danni a cose con Modulo blu a doppia firma, 60 giorni per danni a cose con Modulo blu a firma unica, 90 giorni per danni a persone.

  • Dopo aver formulato l’offerta, l’impresa di assicurazioni è obbligata a liquidare il danno entro 15 giorni al danneggiato, sia che il danneggiato abbia accettato l’offerta, sia che l’abbia rifiutata. Lo stesso vale nel caso in cui il danneggiato non abbia risposto né in modo positivo né negativo all’offerta di risarcimento. In quest’ultimo caso, se il danneggiato non si ritiene soddisfatto della somma inviata, può trattenere l’importo a titolo di acconto ed eventualmente chiedere all’impresa l’integrazione del risarcimento.

  • Se, compiuto questo passo, l’impresa e il proprio cliente rimangono ancora in disaccordo sulla quantificazione del risarcimento o su altri elementi legati alla gestione del sinistro, è possibile attivare apposite procedure conciliative che sono studiate per proporre a chi vi fa ricorso, senza spese aggiuntive, una soluzione rapida e condivisa all’eventuale controversia.

La Rca non è sospesa, ma scatta la rivalsa: perché?

In alcune situazioni, che devono essere tassativamente indicate in contratto, la copertura Rca è esclusa. Anche se non c’è sospensione della Rca. Quando si verifica una di tali condizioni di non operatività della garanzia (esclusioni contrattuali), l’assicuratore ha il diritto, dopo aver risarcito i danneggiati, di agire in rivalsa. Risarcisce il danneggiato, e poi si fa rimborsare. Vediamo i casi di rivalsa.

  • Un difetto nell’abilitazione alla guida secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti: ad esempio, per guida senza patente, in quanto mai conseguita, il diritto di rivalsa è totale; in caso di patente scaduta e successivamente rinnovata non esiste rivalsa; nel caso di patente revocata o sospesa la rivalsa è parziale. Per quanto riguarda i ciclomotori dal 1° luglio 2004 per i minorenni e dal 1° ottobre 2006 per i maggiorenni sprovvisti di patente, è stato introdotto il certificato di idoneità (patentino): la guida senza patentino rappresenta un motivo di rivalsa ed espone il genitore esercente la patria potestà e il titolare del contratto assicurativo al rischio di dover rimborsare le somme eventualmente pagate dall’assicuratore.

  • La guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

  • Il trasporto irregolare sia di persone che di cose, cioè il trasporto non conforme a quanto indicato dalla carta di circolazione (per esempio, trasporto di sette persone su di un’autovettura idonea a trasportarne cinque; trasporto di persone non addette ai lavori su di un autocarro).

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