Assicurazione drone: costi, coperture e compagnie che lo permettono


I droni sono sicuramente tra i dispositivi che, del tutto sconosciuti al grande pubblico sino a pochi anni fa, si sono affermati tra fotografi, cineasti e semplici hobbysti che vogliono sfruttare il basso costo e la grande manovrabilità di questi mini-velivoli comandati a distanza. Causa di ciò sono stati i grandissimi progressi tecnologici fatti nell’ambito della sensoristica, che ora consente di montare telecamere e macchine digitali ad altissima definizione per effettuare riprese e fotografare dall’alto luoghi che altrimenti sarebbero del tutto inaccessibili.

assicurazione drone

Ma soprattutto i droni sono di straordinaria utilità per le istituzioni come la Protezione Civile e altri enti, che possono utilizzarli per verificare la situazione territoriale dopo un disastro (come ad esempio un terremoto), effettuare la ricerca e il soccorso di persone disperse (escursionisti, sciatori dopo una valanga e così via) o ancora intervenire il monitoraggio dei siti archeologici, il telerilevamento, il monitoraggio della fauna e della biodiversità. Le forze di Polizia, dal canto loro, utilizzano i droni anche per la sicurezza territoriale e delle frontiere, nonché per la lotta al narcotraffico. Insomma, i campi di applicazione di un drone sono veramente molto ampi, e la loro flessibilità consente di utilizzarli per missioni diverse ogni volta.

L’obbligatorietà dell’assicurazione per droni

Questa impennata sia tecnologica che nell’uso dei droni – ormai diffusissimi, tanto che è raro non imbattersi in uno di questi apparecchi in una spiaggia o in qualche località montana, coi comandi affidati a qualche appassionato – pone però una serie di problemi. Si tratta infatti pur sempre di velivoli, che comportano una serie di rischi potenziali: per questo l’assicurazione per i droni è un obbligo, esteso di recente a tutti i piloti.

Fino al 15 dicembre 2019, infatti, i droni erano divisi in due grandi categorie: da una parte i droni professionali SAPR (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto), dall’altra gli aeromodelli, come i piccoli aerei telecomandati, ai quali venivano assimilati i droni per utilizzo hobbystico e per il tempo libero. Questo comportava rischi evidenti, visto che era teoricamente possibile pilotare senza assicurazione anche droni da una ventina di chili i cui danni potenziali, in caso di perdita di controllo del mezzo o di fini illeciti, erano enormi.

Dal 15 dicembre, invece, l’assicurazione è obbligatoria per tutti, in seguito all’approvazione del regolamento ENAC versione 3. L’obbligatorietà riguarda in genere tutti i droni che possono fare volo automatico, e cioè la grande maggioranza, con funzioni ormai comprese anche nei modelli base quali follow me o return to home, quasi sempre con il supporto di app per iOS e Android che consentono una programmazione semplice veloce. Ora, in altre parole, tutti i droni con possibilità di volo automatico diventano automaticamente SAPR e non più aeromodelli.

L’articolo 32 dice infatti «Non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi, adeguata allo scopo», senza che ci sia distinzione tra la natura delle operazioni (ricreative o no) o di peso del velivolo. L’unica eccezione è rappresentata dai droni che volano esclusivamente al chiuso, cioè indoor.

Quanto costano le assicurazioni per i droni

Con l’attenuazione della differenza tra volo hobbystico e volo professionale, anche chi fino ad oggi utilizzava il drone solo per qualche ripresa o fotografia nel weekend si trova obbligato a stipulare un’assicurazione. Ma quanto costano, e che coperture garantiscono queste polizze?

Per prima cosa, va detto che nonostante il regolamento ENAC non faccia distinzione tra droni di vario tipo, e il loro utilizzo per il premio delle polizze assicurative il discorso è molto diverso: del resto, sono di tutt’altra natura i danni che può fare un “trecentino” – ovvero un drone da 300 grammi – rispetto a modelli di dimensioni, e soprattutto peso, maggiori. Ovviamente il pilota è l’unico responsabile del comportamento del drone, e quindi è a lui che ci si rifà in caso di incidente.

La polizza annua per il drone cambia anche a seconda dell’uso che se ne fa: se in genere sui 30-40 euro è possibile assicurare un drone di piccole dimensioni (come i SAPR sotto i 250 grammi, tipo il Mavic MINI) utilizzandolo solo per attività ricreative e facendo riprese private, con una polizza hobby che copre la persona e non il drone in quanto tale (quindi è possibile applicarla anche ad altri dispositivi). Più costoso, invece – dai 70 ai 100 euro – il premio assicurativo per un uso sia professionale che ricreativo dei droni più piccoli, con prezzi che aumentano insieme al peso del drone.

Da non sottovalutare la possibilità, offerta da alcune compagnie, di ricevere insieme alla polizza anche i manuali ENAC che permettono di trasformare il drone inferiore ai 250 grammi in un SAPR inoffensivo per riprese anche in città e voli sopra le persone.

In genere, come si è visto, il costo medio di una polizza per un drone utilizzato per l’hobbystica si aggira intorno a poche decine di euro l’anno, ma bisogna fare attenzione a scegliere un massimale abbastanza alto: per legge deve essere almeno di 800.000 euro, meglio 1 milione. Anche se possono sembrare inoffensivi, infatti, i droni possono arrecare danni estremamente gravi, soprattutto quando si muovono a grande velocità.

Le compagnie che assicurano i droni

Per quanto riguarda l’assicurazione del drone, sono diverse le compagnie che hanno sviluppato polizze ad hoc: una delle prime è stata Zurich, che ha previsto un’apposita copertura nel pacchetto dedicato alla sicurezza degli aeromobili aziendali; altre compagnie molto note nel settore CABI, con servizi rivolti agli operatori professionali SAPR, AEC Underwriting, HDB, Cuomo Assicurazioni, FIAM ASD e varie altre.

Siti per appassionati come DronEzine propongono, con l’intermediazione delle compagnie citate, particolari polizze per hobbysti o per uso sia professionale che amatoriale a prezzi molto vantaggiosi. Da ricordare che volare con un dorne senza polizza assicurative può comportare sanzioni fino a 15.000 euro, e addirittura la detenzione per il volo senza autorizzazione in caso di operazioni critiche.

La polizza assicurativa protegge sia l’oggetto stesso (con copertura dei rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di volo con aeromobili, nel rispetto della normativa vigente) sia il patrimonio dell’operatore preposto all’utilizzo del dispositivo, nei limiti del massimale, per i danni cagionati a terze parti, dalle lesioni personali al danneggiamento di cose.

È possibile inoltre, con un premio più alto, estendere ulteriormente le garanzie dell’assicurazione droni per situazioni specifiche (rischi di guerra, scioperi, tumulti, sommosse civili, azioni compiute a scopo politico o terroristico, atti di sabotaggio o atti dolosi compiuti da terzi, confisca, nazionalizzazione, sequestro o requisizione da parte delle Autorità, dirottamento forzato o sequestro illegale o esercizio indebito di controllo sull’apparecchio SAPR, ecc.).

Cosa cambia da luglio 2020

Essendo un settore molto giovane, il quadro normativo dei droni va incontro a frequenti cambiamenti sia a livello locale che comunitario. Così, dopo aver sancito l’obbligatorietà dell’assicurazione anche per i droni non professionali, i possessori di uno di questi apparecchi devono fare i conti, dal 1° luglio del 2020, con nuovi regolamenti, quelli stabiliti dal regolamento europeo droni (che forse potrebbe slittare al 1° gennaio 2021), con il passaggio sulla regolamentazione SAPR dall’ENAC all’EASA, la European Union Aviation Safety Agency.

Il cambiamento più rilevante sarà la categorizzazione della potenziale pericolosità dell’operazione (open, specific, certified), con speciali requisiti da rispettare per i velivoli (la categoria open, quella che non avrà bisogno di pre-autorizzazioni, richiede che i droni abbiano un peso inferiore ai 25 kg, effettuino solo volo a vista a un’altezza massima di 120 metri e siano marchiati CE).

In più, dal 1° luglio 2020 ogni drone dotato di un sistema di videocamera deve essere registrato sul sito D-Flight, con un QR Code che si stamperà e si attaccherà in posizione visibile sul drone per consentire sempre l’identificazione, con l’eccezione dei SAPR impiegati per sole finalità ricreative di massa al decollo uguale o inferiore ai 250gr e non dotati di telecamere ad alta definizione o di qualsiasi altro strumento che possa potenzialmente pregiudicare la privacy. La procedura per la registrazione sul sito costa 6 euro per l’uso ricreativo, 96 euro per quello professionale.

Il patentino per guidare i droni: quando serve

Un altro elemento da tenere in debita considerazione quando si sta valutando di acquistare un drone è la necessità dell’Attestato di Pilota APR per le operazioni non critiche, il cosiddetto “patentino”. A partire dal 1° luglio 2020, con le già citate nuove regole comunitarie, il patentino sarà obbligatorio per chiunque vorrà pilotare un drone sopra i 249 grammi di peso, a prescindere dallo scopo ludico o professionale; fino a quel momento, invece, il patentino è necessario per pilotare droni tra 0 e 25 kg ma solo a scopo professionale.

Questo significa che modelli come il già citato Mavic MINI da luglio non avranno bisogno del patentino per essere pilotati, sia per scopi ludici che per scopri professionali, mentre al momento chi vuole utilizzare questi apparecchi per lavoro deve comunque ottenere l’Attestato di Pilota.

Il patentino si ottiene con un esame online, ha un costo di 31 euro ed è possibile effettuare l’esame avendo a disposizione sei tentativi (al primo accesso, due al giorno nell’arco della giornata). Il pagamento va effettuato solo ad esame completato con successo, ma dal 1° luglio verrà effettuato prima del primo tentativo e sarà valido per tutte le sei prove.

Incentivi auto ottobre 2020: tutte le agevolazioni del mese e su quali modelli

Il 2020 è stato sicuramente un anno diverso dal solito per il settore auto, ma le politiche di rilancio del mercato non si sono fatte mancare, con l’introduzione di diverse tipologie di contributi. Ecco quali sono gli incentivi auto disponibili nel mese di ottobre 2020 e quali i modelli sui quali saranno applicate le agevolazioni. 

Bonus riparazione auto: tutto sui 500 euro per la manutenzione dell'auto

Un nuovo incentivo per gli automobilisti, la proposta è di creare un bonus da 500 euro. Questo incentivo è destinato a riparazioni e alle operazioni di manutenzione dei veicoli per quei cittadini che non possono acquistare un'auto nuova. Il bonus sarà riconosciuto sotto forma di detrazione fiscale, ecco cosa si sa finora di questo contributo

Assicurazione Auto e Furto: la diffusione in Italia

Tra le garanzie accessorie più richieste in fase di sottoscrizione di una nuova polizza RC Auto troviamo, senza dubbio, l'assicurazione per il furto dell'auto. Tale copertura garantisce un risarcimento in caso di furto del proprio veicolo assicurato. SOStariffe.it, analizzando i preventivi rilasciati negli ultimi 12 mesi, ha realizzato una classifica delle auto più assicurate per furto e delle regioni dove tale copertura è più richiesta. Lo studio ha anche valutato l'effetto del lockdown sulle richieste di questa garanzia.
Scopri il prezzo della tua polizza
  • 1 Inserisci i tuoi dati una sola volta
  • 2 Confronta più preventivi contemporaneamente
  • 3 Acquista online e risparmia fino a 500€
Hai già calcolato un preventivo con SosTariffe.it?
Recupera preventivi »