Ogni quanto si paga il bollo auto?


Il bollo auto è uno dei costi obbligati, al pari della polizza RC auto, che ogni intestatario di un veicolo deve sostenere regolarmente. In particolare, il bollo è un tributo regionale che spetta ad ogni titolare di un veicolo iscritto presso il PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. Si paga ogni anno per una cifra totale variabile a seconda della tipologia di automobile ed in particolare della sua potenza.

quando e dove pagare il bollo auto

Se siete alla ricerca di maggiori informazioni sul bollo auto, questa guida fa per voi: parliamo della frequenza del versamento, il calcolo della somma da pagare e le modalità di pagamento di questo tributo. Per i dettagli, ricordate invece di fare sempre riferimento alla Regione presso la quale il vostro veicolo è immatricolato.

Ogni quanto si paga il bollo auto?

Il versamento del bollo auto deve essere effettuato con cadenza annuale dall’intestatario del veicolo corrispondente. È importante dunque ricordarne il pagamento ogni anno, fino al 29esimo anno di immatricolazione dell’automobile.

Ricordate che, in caso di mancato pagamento, l’Agenzia delle Entrate o la Regione di riferimento si faranno carico di una procedura di riscossione attraverso. Nel caso in cui il bollo non dovesse risultare pagato dopo tre anni dalla sua scadenza, entrerà poi in prescrizione. Solamente in questo caso il responsabile non sarà più tenuto al pagamento del tributo poiché è passato troppo tempo dai termini di scadenza.

Quanto costa il bollo auto?

Il bollo auto è una tassa dall’importo variabile che è calcolata in base alla potenza del veicolo in questione. La potenza si esprime in kiloWatt, il cui valore si trova sulla carta di circolazione dell’auto oppure sul libretto. In alternativa, potrete calcolare in autonomia la potenza della vostra auto: dovrete moltiplicare i CV (cavalli vapore) per 0,736.

Nel determinare il costo del bollo auto, dovrete tenere in considerazione le seguenti regole:

  • il coefficiente di calcolo dell’importo cresce in modo proporzionale alla classe del veicolo;

  • vi è una distinzione tra i veicoli che hanno più o meno 100 kW di potenza;

  • il bollo è ridotto del 50% per i veicoli di interesse storico e collezionistico immatricolati da oltre 20 anni;

  • per i veicoli di interesse storico e collezionistico immatricolati da oltre 30 anni, non è necessario pagare il bollo.

Per determinare con esattezza l’importo da versare, potrete consultare la sezione apposita del sito web della vostra Regione, oppure collegandovi al portale dell’Agenzia delle Entrate.

Come pagare il bollo auto?

Il pagamento del bollo auto può avvenire secondo diverse modalità che elenchiamo in questa sezione. Ricordate che ogni Regione ha la facoltà di determinare quali sono i canali che i cittadini possono utilizzare. Per questo motivo, possono esserci alcune variazioni a seconda del territorio presso cui vi trovate.

Ecco quali sono le opzioni più frequenti per il versamento di questo tributo annuale:

  • tramite domiciliazione bancaria;

  • online, collegandosi alla piattaforma pagoPA, gestita dai diversi soggetti autorizzati dall’Agenzia per l’Italia Digitale che includono la web app PagoBollo, l’app dei servizi pubblici IO, il Portale dei Pagamenti della singola Regione, come nel caso della Lombardia, il portale ACI;

  • attraverso uno degli intermediari autorizzati, ovvero sportelli e Bancomat degli istituti di credito aderenti al servizio pagoPA e sportelli di Poste Italiane, le tabaccherie abilitate che fanno parte del circuito Lottomatica, le Agenzie Pratiche Automobilistiche, oltre che tutti gli altri canali collegati al nodo dei pagamenti pagoPA.

Una volta effettuato il pagamento, conservate sempre la vostra ricevuta. Non solo la legge indica l’obbligo di conservazione per un periodo che va da 3 anni e 4 mesi a 5 anni, ma si tratta anche di un piccolo accorgimento che vi consentirà di evitare problemi nel caso in cui le autorità preposte dovessero effettuare dei controlli e richiedervi la prova di avvenuto pagamento.

In caso di bollo scaduto, dovrete procedere con quello che è chiamato ravvedimento operoso, che comprende non solo la cifra dovuta per lo stesso bollo, ma anche le sanzioni e gli interessi di mora che sono previsti in questi casi. Le modalità per il versamento di un bollo scaduto sono le stesse indicate sopra. In ogni modo, la migliore soluzione rimane quella di cercare di pagare il bollo auto entro la sua data di scadenza.

Come verificare pagamento bollo auto?

Esistono diverse modalità per verificare il pagamento del bollo auto. Ricordare che questo tributo deve essere versato tutti gli anni ed è responsabilità dell’intestatario del veicolo prendersene cura.

Ecco quali sono i modi per accertarsi della data dell’ultimo pagamento bollo auto:

  • recuperare la ricevuta di pagamento, cioè il documento che riporta le date del versamento e di scadenza del tributo più recente;

  • collegarsi al sito web dell’ACI (Automobile Club Italiano), basterà aggiungere i dati relativi alla Regione presso cui il veicolo è immatricolato, il modello, la categoria e il suo numero di targa per avere le informazioni necessarie in merito al bollo auto;

  • effettuare un controllo sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. Navigate sulla pagina dedicata al “Controllo del bollo” (ad eccezione di tutti i veicoli immatricolati presso la provincia di Bolzano) e fornite le informazioni richieste, ad esempio veicolo, targa, regione di immatricolazione e data di scadenza. In alternativa, visitate la pagina web “Interrogazione dei pagamenti effettuati”, aggiungendo per la ricerca le informazioni relative alla targa e il tipo di automobile per la quale state effettuando l’indagine;

  • collegatevi al sito della Regione di immatricolazione del veicolo. Quando disponibile, anche attraverso questi portali online potrete verificare le stesse informazioni. Alcuni esempi sono la Regione Lombardia, Liguria, Veneto, Puglia e Calabria.

Vi ricordiamo che questi canali sono validi solo in caso di immatricolazione avvenuta in una delle Regioni italiane.

Bollo auto non pagato: cosa succede?

Se, in seguito ad una verifica del bollo della vostra auto, questo non dovesse risultare come bollo non pagato entro i suoi termini di scadenza, vi raccomandiamo di procedere il prima possibile con il pagamento.

Dato che si tratta di un tributo, per pagare un bollo auto scaduto dovrete procedere con un’operazione chiamata ravvedimento operoso. Tale non corrisponde alla sola cifra del bollo auto, ma comprende anche le sanzioni e gli interessi di mora previsti. La somma di bollo auto scaduto potrà essere comunque versata attraverso gli stessi canali di una normale tassa, ad esempio presso uno dei punti vendita convenzionati Sisal o Lottomatica.

Il mancato versamento del bollo auto entro i normali tempi di scadenza provoca l’avvio di procedura di recupero del credito da parte delle autorità preposte, ovvero l’Agenzia delle Entrate oppure la Regione. Qui di seguito descriviamo tutte le fasi di questo processo:

  1. l’Agenzia delle Entrate invia il cosiddetto avviso bonario all’intestatario del veicolo, considerato responsabile del versamento. Questa comunicazione è formulata così da informare la persona che il pagamento non è stato ricevuto entro la data indicata. Il tempo massimo entro cui rimediare è 30 giorni dalla data di ricezione della lettera;

  2. se il pagamento non avviene entro i 30 giorni indicati con l’avviso bonario, lo step successivo è l’”iscrizione a ruolo del bollo auto non pagato”, un atto formale per procedere con l’invio di una cartella di pagamento. Di nuovo, il responsabile avrà un’altra possibilità di rimediare al versamento richiesto entro 60 giorni;

  3. questa fase prevede l’avvio di una procedura di tipo esecutivo che consiste nel fermo amministrativo del veicolo per il quale è stato omesso il pagamento.

Non tutti sanno che il mancato pagamento del bollo auto può rientrare nei casi di prescrizione. In questa particolare situazione, la prescrizione scatta dopo il trascorrere di tre anni. Approfondiamo questo caso nella sezione che segue.

Il bollo auto va in prescrizione?

Nella sezione precedente di questa guida abbiamo accennato al fatto che il bollo auto va in prescrizione. Per il bollo auto, la prescrizione scatta dopo tre anni. È infatti possibile che l’avviso da parte delle autorità non arrivi prima della scadenza di questo lasso di tempo.

Fate però attenzione a considerare come questi tre anni sono calcolati. Il calcolo è fatto a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la cifra del bollo auto era attesa e termina il 31 dicembre del terzo anno. Di conseguenza, la prescrizione si attiva il primo gennaio del quarto anno successivo.

In aggiunta, è doveroso sottolineare che, se nel corso di questo periodo di tempo di “attesa” si riceve l’avviso bonario oppure la cartella esattoriale, allora il termine si interrompe e non può più essere considerato valido. In questo caso, l’unico modo possibile per recuperare la possibilità di una caduta in prescrizione del bollo auto è quella di contestare l’avviso oppure la cartella davanti alla Commissione Tributaria entro 60 giorni.

L’attesa di caduta in prescrizione del bollo auto è quindi un tempo piuttosto lungo. In ogni modo, se dovesse accadere che il termine in questione fosse superato, allora il responsabile non sarebbe più possibile da parte delle autorità andare avanti con la richiesta “forzata” di pagamento.

Bollo auto non pagato: quali sanzioni?

Fino a qui abbiamo preso in considerazione il caso della caduta in prescrizione di un bollo auto scaduto. In realtà, molto prima della prescrizione, il titolare del veicolo che non ha provveduto al pagamento del bollo entro i termini previsti rischia di incorrere in alcune sanzioni.

Ecco le percentuali da aggiungere alla cifra del bollo auto da pagare, a seconda del ritardo con cui è effettuato il versamento:

  • con ritardo entro 14 giorni, la mora corrisponde allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;

  • con ritardo da 15 a 30 giorni, la mora corrisponde all’1,5% dell’importo originario, oltre che allo 0,2% per ogni giorno accumulato di ritardo;

  • con ritardo da 31 a 90 giorni dalla scadenza, la mora corrisponde allo a 1,67% dell’importo originario, oltre ad altri interessi minori;

  • se il ritardo rientra tra 91 giorni a un anno, è pari a 3,75% dell’importo originario, oltre che agli interessi di mora;

  • se il ritardo supera 1 anno, l’importo aggiuntivo sarà pari al 30% del prezzo originario, oltre agli interessi di mora dello 0,5% per ogni semestre di ritardo.

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