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Cisco si vuole comprare Skype per 5 miliardi di dollari. Perchè? Forse è meglio chiedersi il contrario. Perchè Skype ha bisogno di Cisco? Perchè Google si è messo a fare VoIP, stavolta seriamente.

Cisco, il gigante del network, avrebbe pronta un’offerta intorno ai 5 miliardi di dollari e vorrebbe accelerare le tempistiche per completare il deal prima che Skype sbarchi in Borsa al NASDAQ. Così facendo si eviterebbe di pagare un sovrapprezzo determinato dalla quotazione in Borsa.

Gmail Voice è il nuovo prodotto finalmente davvero vincente lanciato dal colosso di Mountain View dopo Gmail: non richiede nessuna installazione, nessun software, qualsiasi sistema operativo, disponibile ovunque, in qualsiasi lingua e già ha all’attivo 190 milioni di utenti. Circa solo 25 milioni di utenti in meno di Skype (216 milioni) raccolti dopo numerosi anni di fatiche.

Come può a questo punto Skype competere con un colosso che ora permette, a tutti i contatti a cui abbiamo scritto finora, di chiamarli direttamente? Nessuna autorizzazione nuova, nessuna lista da rifare. Tutto è pronto, con lo stesso account con un nuovo e dirompente servizio. Che sicuramente lancerà la nuova frontiera della pubblicità vocale contestuale al contenuto della chiamata.

Skype, in questa ottica, non ha futuro. Ha provato a cambiare strategia, puntando sulle chiamate a pagamento in mobilità, ma ha subito intuito che non era perseguibile. Un business che si fonda sul pagare delle chiamate sulla rete di un altro non può essere minimamente sostenibile se non facendo accordi di revenue sharing con gli operatori. Diversamente lo sbloccherebbero.

Ciò non vale però per Google che vuole costruirsi la propria rete, pezzo per pezzo. Sulla quale potrà far viaggiare tutti i servizi senza limitazioni.

Ecco perchè Skype diventa Business (un po come Skebby) e porta in dote la propria tecnologia per ridurre drasticamente i costi della telepresence di Cisco per raggiungere tutte le PMI che non possono permettersi di pagare 100.000 euro tra hardware e software.

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Forse solo con Cisco, Skype potrà avere un futuro garantito. Correre da sola, in un sistema così complesso come il mercato mobile dei prossimi anni, potrebbe essere un vero e proprio suicidio. Economicamente parlando.

Alessandro Bruzzi

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Skype, la società telefonica nell’era di internet, è alle prese con l’ambizioso progetto di raccogliere 100 milioni di dollari nell’offerta pubblica iniziale (IPO) in accordo con la commissione americana SEC.

Il client VoIP più famoso al mondo ha avviato le procedure per la quotazione in borsa sul NASDAQ. Le operazioni saranno gestite da Goldman, Sachs & Co., J.P. Morgan, Morgan Stanley e da altre società finanziarie.

La decisione di Skype di aprirsi ad investitori pubblici è il risultato di una compagnia trasformata in una macchina da soldi: ad oggi sono 560 milioni gli utenti registrati e di questi 124 milioni utilizzano il client VoIP almeno una volta al mese. Gli utenti che utilizzano servizi a pagamento sono 8,1 milioni con una spesa media annuale pari a 96 dollari.

Durante i primi 6 mesi del 2010 Skype ha generato ricavi per 406 milioni di dollari e un utile pari a 13,2 milioni di dollari, un risultato importante considerante che nel 2009 ha registrato 719 milioni di ricavi e una perdita di 99 milioni di dollari. I ricavi di Skype stanno accelerando notevolmente da quando la società ha chiuso l’accordo con Verizon Wireless per portare il programma VoIP sulle TV Samsung e LG.

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Nei primi sei mesi del 2010 Skype ha raggiunto un monte minuti di conversazione a pagamento superiore a 6,4 milioni, rispetto ai 10,7 milioni del 2009. I minuti Skype-to-Skype hanno raggiunto 88.4 miliardi nel corso dell’anno, segnando un aumento consistente se paragonati ai 113 miliardi del 2009. Questo mostra che, con il tempo, l’effetto della rete rilascia un’esternalità positiva per la società.

Nella propria nota per la quotazione, Skype sottolinea una sostanziale dipendenza dei ricavi da un singolo prodotto: SkypeOut, che incide circa per l’85% del fatturato. A causa di questa dipendenza da una primaria risorsa economica, la società è soggetta a un rischio elevato di variabilità della domanda.

In merito alla enorme differenza tra il numero di registrati e gli utenti paganti, viene sottolineata l’ìpotesi che non tutti gli iscritti sono clienti unici. In primis perché alcuni utenti possono avere necessità di più account e in secondo luogo sono state registrate attività irregolari che hanno generato operazioni fraudolente implicando la creazione di un significativo numero di registrati fasulli.

eBay ha venduto il 65% delle azioni Skype a un private equity negli scorsi mesi (Novembre 2009) per circa 1.9 miliari di dollari. Il gruppo di investitori include Silver Lake Partners, Canada Pension Plan Investment Board. I fondatori di Skype, Niklas Zennstrom e Janus Friis hanno battagliato a lungo con la compagnia dopo una lunga diatriba per la proprietà dei diritti intellettuali e hanno ottenuto una fetta del nuovo Skype. Skype ha dato a JoltID, una società controllata da Zennstrom and Friis, circa il 10% dell’equity (valutato circa 224 milioni di dollari) e un pagamento cash di $85 million con i quali JoltID ha comprato il 3.4% delle azioni. In aggiunta, Skype ha investito 10 milioni di dollari nel venture capital “Niklas and Janus”, Atominico e 6 milioni nel nuovo servizio Rdio.

L’IPO Skype IPO ha tutte le caratteristiche di essere uno dei più grandi affari della storia, un affare con una componenteirrazionale davvero alta.

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Skype prova ad aumentare i suoi introiti, oltre al servizio skype-in e skype-out, entrando nel mercato dell’advertising. Il progetto di Skype si chiama click&call, e si basa sul ricavare denaro da una funziona già esistente, quella che permette di trasformare i numeri di telefono che si trovano nelle pagine web in link di chiamata con Skype.

Non è raro nella ricerca di aziende ritrovare tutti i recapiti della stessa, ai quali ci si può rifare per ricevere informazioni. L’idea di Skype è la trasformazione del numero di telefono in un link, tramite il riconoscimento da parte di un plugin, così da consentire una chiamata gratuita verso l’azienda. Il valore di questo servizio risiede nella chiamata gratuita che dovrebbe invogliare il potenziale cliente a chiedere quante più informazioni per acquistare quel servizio o bene.

Le possibilità di questo progetto sono altamente imprevedibili in quanto sarà una decisione dell’utente se cliccare o meno, il che nella maggior parte dei casi può risultare un’azione pubblicitaria poco apprezzata. C’è anche da dire che nel momento in cui si decide di effettuare la chiamata, essa avrà un grande valore commerciale poiché vorrà dire che l’utente sarà molto interessato.

Il programma Advertising Click & Call è nato da una collaborazione di Skype con Marchex. L’unico dubbio rimane il costo delle campagne: Skype non ha ancora definito i budget e prezzi che però dipenderanno dalla categoria della merce e dal servizio coninvolto.

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E’ possibile effettuare il download di Skype 2.0.1, la nuova versione del client VoIP che permette di sfruttare il multitasking su iOS4 e ricevere chiamate e messaggi istantanei in background.

Sarà possibile ricevere chiamate anche quando l’iPhone è bloccato o quando si sta utilizzando un’altra applicazione, senza necessità di chiudere l’attività corrente. Il multitasking è disponibile solo per iPhone 4  e iPhone 3G S.

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Peter Parkes aggiunge inoltre che la grafica di Skype è stato aggiornata per supportare il nuovo Retina Display

Ma la cosa più importante è che Skype ha fatto retromarcia sul possibile pagamento delle chiamate Voip in 3G: “Non prevediamo più di applicare costi aggiuntivi per effettuare chiamate su rete 3G”.

Grazie Stefano


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