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Cubovision? Non funziona


Cubovision? Non funziona
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Espanderemo il numero degli utenti di Internet, portandoli dai 12 milioni attuali a 20 milioni: Franco Bernabè aveva osannato Cubovision che doveva essere il prodotto Telecom Italia rivoluzionare destinato a cambiare il modo della fruizione dei contenuti. Ma non funziona e Telecom è pronto a ritirarlo dal mercato.

La killer application ha fatto una brutta fine: dopo milioni di euro di investimenti (4 solo nel mese di dicembre) anche in marketing per la costosissima campagna pubblicitaria, il Cubo non si può acquistare perché la produzione al momento è bloccata (lo si dice ufficialmente chiamando il 187).

Parlando con Mauro Munafò il rivoluzionario box, che prometteva mari e monti, ha fatto flop a causa principalmente del software ancora ingestibile e inaggiornabile.

Inoltre il media center, dotato di porta lan e una memoria fisica, deve iniziare a scontrarsi con un mercato topbox in grande ascesa che propone prezzi molto contenuti.

Il Velino fa maggiore luce sulle modalità di produzione del cubovision: due piccole, anonime, aziende italiane: Visionee (con sede a Treviso e Reggio Calabria) responsabile del software e Finmek, produttore hardware.

L’assurdità è che Finmek è un’azienda in liquidazione, ma che per produrre il box ha richiamato dalla cassa integrazione i suoi operai, a seguito di un accordo tra Visionee e il commissario liquidatore.

Cubo Vision viene venduto a 199 euro, il costo di produzione è stimabile intorno ai 60 euro, Telecom lo compra a 150. E la differenza?

Questa mossa può trovare sospetti fondati nell’essere solamente una trovata pubblicitaria per dimostrare al mercato finanziario che Telecom Italia sta investendo e innovando. Ma i 500 mila esemplari che Telecom avrebbe dovuto produrre nel 2010? Cubo Vision dov’è finito?

Forse l’accordo con Nokia permetterà di salvare capra e cavoli.

Ci pervengono le smentite delle affermazioni fatte da Il Velino, che possono leggersi in nota. Ogni informazione che fa riferimento quindi alla testata “il Velino” viene categoricamente smentita.

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5 Commenti a “Cubovision? Non funziona”

  1. Roberto Frain Scrive:

    Dallo Studio legale Giulio Prosperetti e Associati (da Il Velino)

    Egregi Signori,
    Scrivo a nome della Società Visionee S.r.l., gravemente danneggiata e diffamata dall’articolo in oggetto, che contiene notizie errate, imprecise, non verificate ed insinuazioni del tutto gratuite e non suffragate in alcun modo dai fatti circa le attività commerciali e produttive di Visionee.
    Tali circostanze impongono una immediata rettifica, se non addirittura la rimozione, entro il più breve termine e avviso sin d’ora che il mancato adempimento mi troverà costretto a presentare querela per diffamazione nei Vostri confronti in quanto ne sussistono pienamente le circostanze.
    Tutto ciò non pregiudica quanto potrà volere autonomamente intraprendere Telecom Italia nei Vostri confronti.
    Chiarisco per Vostra migliore comprensione quali siano i contenuti che Visionee ritiene lesivi:

    Non è vero che Visionee ha sedi a Reggio Calabria, alcuni anni da c’è stata una collaborazione con l’Università di quella città per fini di ricerca ed innovazione. Una visura camerale avrebbe documentato che le sedi sono Treviso e Roma. È in apertura la sede nella Silicon Valley che gestirà le partnership dirette con Acer, Intel, Minerva e gli altri principali produttori americani.

    Non è vero che il costo di produzione di Cubovision è di 60 euro, Visionee può documentare per tabulas che il costo di produzione è di poco inferiore al prezzo di listino.

    È assolutamente falso che Visionee sia una “piccola anonima azienda italiana”. Mauro Fantin ha progettato praticamente ogni decoder iptv presente nelle case degli italiani attraverso Visionee per conto dei più grandi produttori. Questo è solamente il primo progetto in cui Visionee non lavora “dietro le quinte”. Fantin inoltre, essendo imprenditore responsabile e socialmente impegnato, ha resistito alle pressioni del sistema per portare la produzione fuori Italia impegnandosi a far riaprire un primario polo industriale dell’elettronica come quello di Padova (Finmek). Un tempo questa società che definite “anonima” era il primo produttore di schede elettroniche in Italia. I suoi operai hanno tuttora le migliori competenze sul territorio. Finmek ha potuto essere utilizzata attraverso un acordo patrocinato direttamente dal ministero dello Sviluppo Economico. Tutto questo per supportare il “sistema Italia” nei tempi di crisi.

    È infine falso – ed è la diffamazione più grande – che Telecom abbia cessato la produzione per malfunzionamenti. Si tratta di una scelta tecnologica del Cliente Telecom di migrare a diversa piattaforma (in gergo “Cubo 2010”) fornibile anche da Visionee e su cui è in atto trattativa commerciale riservata. Per quanto riguarda i presunti malfunzionamenti del prodotto CuboVision 2009, invitiamo a qualunque test su uno o più esemplari e, inoltre, invitiamo a leggere l’ultimo articolo di quella che presumiamo essere stata la Vostra fonte (blog “Duke”) che li ha decisamente smentiti.

    Per inciso, precisiamo che il prodotto in questione non è un “comune media center”, ma costituisce una piattaforma di nuoco tipo definibile come “over the top tv”. Un “media center” non esegue certo ricerche su selezioni di contenuti di Youtube, LA7, CNN, Reuters, Walt Disney ed altri. Non consente di “noleggiare” ed “acquistare” film e telefilm ad alta definizione dal telecomando.

    CuboVision, inoltre, non ha assolutamente alcun modem ADSL, come da Voi erroneamente affermato, si basa su una interfaccia Ethernet e WiFi. Supporta invece il sofisticato protocollo DLNA che consente varie interazioni con i dispositivi di casa.

    Confido che, a seguito delle precisazioni e dei chiarimenti di cui sopra, vorrete dare un urgente seguito alle nostre richieste fornendo altresì sollecito riscontro ai recapiti in intestazione.
    Rimango a disposizione per ogni occorrenza.
    (red) 12 mar 2010

  2. dario Scrive:

    Perche’ non se ne sente piu’ parlare?il mio non funzionava e nessuno nonostante le mie numerose telefonate me lo ha riparato ne tantomeno cambiato, ho dovuto restituirlo .Perche’ non leggete i blog su internet? c’e tanta gente che ha avuto gli stessi miei problemi non risolti.Voi parlate di querele ma siamo matti? siete voi che dovreste essere querelati per la vendita di un prodotto di merda oltretutto strapagato.Vergognatevi

  3. Tullio Scrive:

    Ho comperato un Cubovision in dicembre con un processore Sigma e un hard disk da 500 GB che non ha mai funzionato. Ora il sito http://www.187.it propaganda un Cubovision con processore IIntel Atom e un disco da 250 GB.Il sito dice che avro’ una sorpresa e mi verra’ consegnata la versione commerciale, che pare sara’ disponibile a fine giugno. Ma allora che versione ho comperato e pagato?

  4. Tullio Scrive:

    La ditta inglese Amino ha un prodotto chiamato Freedom le cui caratteristiche corrispondono a quelle del Cubovision II edizione, cioe’ un processore Atom 4150 e un disco da 250 GB. Che sia questo il nuovo Cubo?

  5. Max Scrive:

    Ma quale diffamazione!!! Tranne qualche errore la verità è che questo prodotto è una truffa, sia per il contenuto (non fnzionante) sia per il costo. Mai piu un prodotto telecom , sopratutto se cistruito in italia, le cui capacità tecnologiche sono pressochè uguali a zero. Più che querele dovrebbero essere gli acquirenti di questo prodotto a fare causa pre truffa!!!

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