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Retelit, il Wimax meglio dell’ADSL


Retelit, il Wimax meglio dell’ADSL
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Retelit, operatore di telecomunicazioni, fondata nel 1996 è una delle aggiudicatarie del bando sulle frequenze Wimax. La società sta iniziando a coprire numerose zone affette da ritardo infrastrutturale (incluse aree in digital divide) ed è importante conoscere a fondo questa realtà che ad oggi, si è affacciata ancora poco sul mercato consumer.

SosTariffe ha voluto analizzare, insieme a Diego Teot, responsabile commerciale di Retelit, le perplessità sollevate da alcuni esperti di informatica in Italia. Inoltre lo scopo dell’intervista è fare maggiore chiarezza riguardo questa tecnologia ancora poco conosciuta nel contesto italiano.

L’intervista è sbocciata in una conversazione altamente costruttiva, facendoci rivalutare completamente questa tecnologia che ha un grande potenziale di utilizzo garantendo una notevole velocità e flessibilità di applicazione.

Il primo quesito posto ha riguardato le competenze necessarie per operare in un business nuovo, difficile e complesso, come il Wimax, dove ci si trova a gestire numerose problematiche di ampio respiro.

Diego Teot ci ha illustrato tutte le competenze strategiche di Retelit, che le permettono di ottenere un importante vantaggio competitivo. Il Mercato del Wimax è distribuito in modo non uniforme sul territorio nazionale ed è quindi necessario poter intervenire rapidamente per coprire dove c’è domanda per questo servizio.

Servono una conoscenza approfondita delle telecomunicazioni nazionali, una piattaforma di infrastrutture e di servizi di telecomunicazione attraverso cui integrare facilmente i servizi Wimax e infine una consolidata esperienza nel mercato whole sale che permetta di proporre l’offerta di servizi in modo neutrale ad un ampio numero di operatori per massimizzare il valore portato dalla copertura.

Retelit possiede tutte le competenze sopra elencate: infatti opera da un decennio nel mercato della banda larga erogando servizi di trasmissioni dati su diverse piattaforme tecnologiche. Inoltre, poichè la piattaforma è slegata dalla rete, si può effettuare qualsiasi operazione senza vincoli hardware-software. La piattaforma di Retelit permette una autenticazione full ip, già in un ottica di NGN (Next Generation Networking).

I costi di gestione, grazie a una rete omogenea e ad una tecnologia unica su tutti gli apparati, sono ottimizzati nei processi di upgrade e nelle verifiche di interoperabilità.

Retelit ha relazioni con tutti gli operatori nazionali e internazionali di telecomunicazioni siano essi piccoli WISP, o multi utilities. Questo network di contatti permette di essere presenti sul territorio, con una rete commerciale locale che ispira maggiore fiducia ai consumatori e consente un’entrata sul mercato più veloce.

Uno dei maggiori punti di forza è il possesso di oltre 7.000 km di fibra ottica che si rivela una sinergia fondamentale per una rapida implementazione del Wimax, ottimizzando nel contempo i costi operativi a livello infrastrutturale.

La questione più delicata è stata il confronto con l’ LTE, acronimo di Long Term Evolution, tecnologia che soppianterà umts e hspa. Infatti molti paesi europei hanno scelto di non implementare il Wimax e passare direttamente alla rete 4G.

Insieme a Teot, abbiamo effettuato alcune riflessioni sulla eventualità che questa tecnologia sia già stata sorpassata dall’ultima nata. Le conclusioni permettono di affermare che per l’Italia ed altri Paesi, il Wimax sia uno strumento molto efficace.

Infatti, analizzando la diffusione a livello mondiale, si è potuto notare come in molti Paesi la tecnologia Wimax è stata implementata con successo grazie alla sua dipendenza dal mercato, dal contesto di crescita in relazione a una serie di dinamiche strutturali e contingenti:

- la maturità del mercato: l’implementazione da zero in un mercato maturo come la Malasya permette sicuramente un risparmio di costi allo stadio attuale
- la disponibilità delle infrastrutture: è necessaria una rete fissa a supporto
- la domanda del mercato
- il contesto regolatore: proprio in questo punto è importante sottolineare la lungimiranza dei comuni che hanno deciso di credere nel wimax in particolare il comune di Segrate, in provincia di Milano.

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Il Wimax è arrivato ad uno stadio in cui si è affermato lo standard 802.16e che permette la full mobility. L’LTE, così come il WiMAX 802.16m, sono standard in fase di definizione e, come tali, richiederanno ancora una fase di progettazione e miglioramento dei prodotti senza dimenticare lo stadio di integrazione con i prodotti di accesso presenti sul mercato.

Scendendo nel dettaglio la portata di un settore LTE arriva fino a 33mbps contro i 20mbps del wimax che, tuttavia, si rivela più scalabile e opensource.

Serviranno ancora 3 anni affinché ci possa essere uno standard affermato e capace di interfacciarsi con tutti i prodotti in commercio. Il Wimax è già operativo e permetterà di fornire tutti i servizi accessibili grazie alla banda larga sia nelle zone ancora non raggiunte dall’ADSL che nelle arre servite. Già numerosi aree nazionali sono coperte dalla banda larga Wimax:

- in Lombardia: provincia di Brescia, Bergamo, Cremona, Lodi, Varese, Como e Sondrio. A breve Pavia e Mantova
- in Emilia Romagna: Provincia di Parma, Fidenza, Fontanellato, Busseto. A breve Bologna
- in Piemonte: provincia di Novara e Vercelli
- in Toscana: provincia di Livorno e Lucca

La potenzialità dell’LTE risiede nel fatto che verrà usato su reti mobili (e non concepito per un uso fisso) e avrà un bacino di utenza molto maggiore. Su grandi volumi permetterà di abbattere i costi più velocemente sfruttando maggiormente le economie di scala.

Retelit ha comunque già in programma di investire nei prossimi 2 anni oltre 30 milioni di euro, derivanti da capitali privati, che permetteranno di attivare il servizio con sempre maggiore capillarità nel centro-nord.

La copertura dipenderà dalla domanda richiesta nelle varie zone e agli accordi con le amministrazioni locali. I primi siti saranno sicuramente quelli dove non è presente l’unbundling di Telecom Italia oltre che alle indicazioni provenienti dai partner dislocati sul territorio. L’accordo con Lepida, in Emilia Romagna, accelererà l’inizio dei lavori partendo dalla zona di Bologna a inizio 2010.

La strategia adottata da Retelit, di offrire il servizio a livello nazionale, ma distribuirlo al pubblico consumer, attraverso partnership con gli operatori locali, permette diversi vantaggi.

Il primo vantaggio è la velocità con cui si può cominciare a operare, in quanto non si devono costruire infrastrutture a livello locale.

Il secondo vantaggio è costituito dall’autorevolezza del partner sul territorio: questi accordi garantiscono sin da subito una penetrazione ottimale e attraverso la fiducia che gli utenti già ripongono nel brand locale, vengono ottenuti risultati migliori e ottimizzati i costi di distribuzione. Il partner usa il proprio brand, è libero di mettere in campo le proprie strategie di marketing e fornisce il supporto tecnico sul posto ai clienti. Inoltre le infrastrutture di Retelit, permettono di effettuare offerte specifiche, anche su indicazione dei partner, nei differenti luoghi a seconda delle precise esigenze.

I partner di Retelit sono eterogenei: vi sono realtà dedicate al 100% allo sviluppo e alla promozione dei servizi Wimax e partner che affiancano all’offerta attuale di servizi Wireless su Hyperlan i servizi wimax per trarre vantaggio sia dall’affidabilità della tecnologia che da coperture complementari a quelle attuali. E’ molto importante anche il canale dei system integrator e dei var che, grazie ai servizi wimax, hanno uno strumento potente per proporre soluzioni applicative di valore al mercato (esempio recente dell’alluvione di Messina sui sistemi di controllo ambientale).

Il Wimax può trovare numerose applicazioni anche nel contesto pubblico, ad esempio potrebbe essere sfruttato per creare aree wi-fi gratuite.

Inoltre il Wimax, grazie alla estrema velocità di setup, risulta un’ottima soluzione in quelle situazioni che richiedono l’attivazione di una connessione a banda larga in poco tempo e per un arco temporale ristretto (qualche giorno, settimana o mese).

Le principali differenze con la tecnologia Hyperlan riguardano proprio questo tipo di aspetti.
L’Hyperlan necessita di un’antenna direzionale e di conseguenza di un intervento tecnico per il suo corretto posizionamento a casa del cliente. Al contrario il Wimax è una tecnologia plug&play (collega e usa).
La tecnologia Hyperlan, poiché viaggia su frequenze libere non garantisce l’assenza di interferenze e non si può sempre sfruttare il traffico voip. Al contrario il Wimax viaggia su frequenze acquistate all’asta dallo stato e di conseguenza è più stabile.

I principali vantaggi a utilizzare la tecnologia Wimax possono essere così riassunti:

Il Wimax è immediatamente attivabile: non è necessaria alcuna opera tecnica per l‘attivazione del servizio. Una volta verificata la copertura e sottoscritto il contratto si può cominciare a utilizzare immediatamente.

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Il Wimax permette di utilizzare la stesso abbonamento in più in tutte quelle aree dove è presente la copertura. Inoltre la disponibilità di soluzioni tecniche di accesso mobile come la chiavetta USB Wimax permette di usufruire di questo vantaggio sin da subito.

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Il Wimax non è solo nomadico, ma permette di utilizzare la connessione in mobilità. Infatti tutte le infrastrutture permettono, semplicemente acquistando una licenza Handover, ovvero la navigazione mobile passando da cella a cella senza che l’apparato si disconnetta e riconnetta.

Inoltre la rete Wimax di Retelit usufruisce di un altro importante vantaggio: l’infrastruttura delle stazioni radio si appoggia alla rete in fibra ottica, di proprietà e quindi garantisce, al crescere delle richieste di banda, piena velocità e nessun problema infrastrutturale che limita i servizi. A tale proposito la policy di Retelit permette il p2p proprio grazie alla capacità della fibra: eventuali limitazioni verranno poste in essere solo in casi particolari variabili a seconda delle condizioni del luogo e degli utenti connessi.

La strategia di Retelit al momento si concentra nel servire alcuni target specifici di mercato che hanno esigenze determinate, ma avendo alla base una piattaforma flessibile, l’offerta è modulabile per qualsiasi tipo di strategia commerciale.

La concorrenza esiste in funzione di come è coperto il territorio: nelle aree Digital Divide ci si confronta con le soluzioni Hyperlan e chiavette internet mentre in aree ove è presente l’ADSL, anche se non in ULL (Unbundling Local Loop) il confronto avviene con Telecom Italia. Nelle aree ULL la concorrenza è con tutti gli operatori fissi e mobili. La strategia perseguita dimostra che alcuni utenti ADSL lasciano il proprio operatore per passare al Wimax grazie ai suoi costi contenuti e alla sua economicità rispetto al cavo. Vale la pena di ricordare che oltre il 30% della popolazione italiana non è dotata di line fissa.

La sfida nei prossimi mesi sarà estendere in modo ampio la copertura trovando il giusto trade-off con i fabbisogni economici e finanziari per sostenere gli investimenti.

SosTariffe rimane a disposizione di chiunque voglia replicare o aggiungere le proprie considerazioni.

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3 Commenti a “Retelit, il Wimax meglio dell’ADSL”

  1. Nicola Porcile Scrive:

    Buongiorno, Vi ringrazio per aver chiarito, assieme al Dott. Teot di Retelit, le peculiarità e le caratteristiche che fanno di Retelit assieme alla sua rete in Fibra Ottica e del suo WiMax l’unico operatore “completo” a 360° presente sul territorio italiano!!
    Telecom è obsoleta e non da alcun servizio per offrire agli italiani una adsl quanto meno decente.
    GRAZIE RETELIT!! e grazie anche ad SoS Tariffe!

  2. Mirco Baldini Scrive:

    Son passati 24 mesi dall’asta del wimax, 2 anni e ancora nella mia regione NESSUNO (compresi quelli di retelit) ha fatto un bel niente… sempre e solo proclami di coperture che non sono mai arrivate… prima entro fine 2008, ma niente, poi entro fine 2009 almeno 1 antenna per provincia, invece niente… “stranamente” prima arrivano gli annunci di copertura, poi che i fondi vengono bloccati dal governo, poi alla fine la copertura non arriva… all’annuncio di nuovi contributi arrivano di nuovo gli annunci di copertura… sono sempre più convinto che tutti stiano aspettando i contributi pubblici per metter su le antenne… son capace anche io di far l’imprenditore con i soldi pubblici! Non dico che non debbano essere aiutate, per carità, secondo me si dovrebbe incentivare anche di più per portare la banda larga, però non mi va giù che le aziende utilizzino SOLO i soldi dei contributi pubblici e non muovano nemmeno mezzo dito senza di essi!
    Ma la colpa non è tutta delle aziende, che in sostanza fanno solo i loro interessi, ma è di chi ha fatto l’asta per l’assegnazione delle licenze, che ha modificato gli obblighi per i vincitori rendendoli molto più laschi, al limite del ridicolo: hanno implementato un sistema di punti, ne devono fare almeno 60 entro 30 mesi (che scadono fra 6 mesi), e per fargli gli basta coprire un paio di comuni in tutta la regione… ed oltretutto possono guadagnar punti anche comprendo zone NON digital divise!!
    Questa gente non ha la minima idea di cosa significhi essere un digital diviso nel 2010: non significa metterci il tempo che ci voleva 10 anni fa (quando anche loro navigavano a 56/64kbps) per caricare un sito, significa metterci 10 volte il tempo che ci voleva 10 anni fa, perchè i webmaster non tengono conto del fatto che non tutti sono raggiunti da adsl (a parte quale raro illuminato che crea versiuoni “light” dello stesso sito) e per questo i siti sono sempre più pesanti (a volte al limite dell’impossibilità di esser caricati, perchè il pc “si arrende” prima di riuscire a caricarlo del tutto).
    Che si vergognassero i nostri amministratori, sempre ad abbassare le braghe (le nostre) davanti agli imprenditori!
    Che si vergongnassero i nostri imprenditori, che non muovo un dito senza contributo pubblico!
    …parole, parole, parole, sempre solo parole… dichiarazioni, annunci (poi disattesi), interviste piene di “faremo”, “bisognerebbe”, “quello che serve”, “una tecnologia vincente”, ecc. ecc. ecc. …ma FATTI CONCRETI MAI!
    …son passati 24 mesi, siamo stanchi delle parole, è ora di passare ai FATTI!

  3. Carlo Scrive:

    Gli anni passano ma si vede veramente poco, ma quello che è peggio che non vengono forniti programmi di realizzazione delle reti, fra quanto avremo la rete ??

    Concordo com MIRCO, PASSIAMO AI FATTI basta parole !!!!

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